martedì 13 ottobre 2015

Let's talk about tv series: DOCTOR WHO S09E04 ~ Before The Flood

STAGIONI: 9
STATO: in corso
EMITTENTE: BBC
CAST: Peter Capaldi (Dodicesimo Dottore), Jenna Coleman (Clara Oswald), Paul Kaye (Prentis) [more]


I mirabolanti viaggi nel tempo e nello spazio di un uomo pazzo con una cabina blu, ovvero l'ultimo dei Time Lords, e dei suoi compagni di avventura.

Non ci avete capito niente? Siete dovuti tornare indietro più volte e rivedere delle scene? Avete poi esclamato "aaah si, ho capito!"? Bene, allora è davvero una puntata di Doctor Who. Se l'episodio precedente doveva causare un po' di strizza questo invece doveva proprio confonderci, un po' di sano wibbly wobbly timey wimey stuff che non guasta mai. Che la puntata sarebbe stata di questo genere ce l'hanno immediatamente chiarito le scene iniziali in cui il Dottore professa di non essere solo il possessore di una macchina del tempo ma anche un estimatore del grande compositore tedesco Ludwig Van Beethoven (si, io dopo questa recensione mi sono sentita tirata in causa in prima persona!) e qual è il logico passo successivo da compiersi? Viaggiare indietro nel tempo e incontrare il grande musicista ovviamente! Per poi scoprire che nessuno conosce questo misterioso Beethoven e la sua altrettanto misteriosa musica, eppure gli spartiti sono lì, prova tangibile che quella musica esiste. Facendo due più due possiamo intuire chi davvero ha composto la quinta sinfonia e tutte le meravigliose note che noi crediamo scritte da un burbero ometto tedesco dai capelli scompigliati..."Ta ta ta taaaa" strimpella il Dottore con la sua chitarra elettrica e un'espressione furbetta sul volto.
Ma Clara e il Dottore non erano rimasti bloccati sul fondo di un lago in compagnia di inquietanti fantasmi? Si. E il Dottore è tornato indietro nel tempo per cercare di capire cosa ha causato l'inondazione e la conseguente sparizione sotto le acque della città, accompagnato da Bennett e O'Donnell contentissima di poter aiutare il Dottore e in piena modalità "fangirling" dopo aver costatato che effettivamente la TARDIS è più grande all'interno. La situazione però si fa subito complicata quando diventa chiaro che non c'è modo di evitare che Prentis, l'abitante di Tivoli, muoia e che si dia così il via alla serie di morti e successive trasformazioni in fantasmi, la misteriosa scritta che funziona da coordinata è ormai stata scritta e buona parte degli avvenimenti futuri non potrà essere modificata, si perdono così le speranze di salvare i primi membri dell'equipaggio trasformati in fantasmi; ma c'è di più, come sappiamo Under The Lake si era chiusa con l'apparizione nel futuro (o nel presente? vabbè) del fantasma dello stesso Dottore che, informato da Clara dell'esistenza nel suo futuro del suo fantasma, capisce che il suo destino è segnato e dovrà morire. La disperazione è tanta, Clara non accetta che il suo miglior amico e compagno di avventure debba lasciarla in questo modo, per la ragazza lui è il Dottore, un signore del tempo, può e deve quindi fare qualcosa ma come sappiamo, purtroppo, non sempre il tempo può essere riscritto e alcuni avvenimenti devono compiersi per non creare fratture insanabili e pericolose nel tessuto spazio-temporale. Il morale di noi spettatori è ovviamente a terra tanto quanto quello di Clara e degli altri ragazzi dell'equipaggio che ormai si sentono condannati ad una fine terribile; ma ovviamente nonostante il Dottore vada sbandierando ai quattro venti che certe cose non devono essere cambiate se c'è la possibilità di salvare Clara, e incidentalmente anche qualche altra persona, a lui non importa proprio se le conseguenze delle sue azioni possano portare ad un pianeta Terra guidato e comandato da un esercito di gatti! 
E in un veloce, pazzo, confuso (per noi che non siamo time lords, sia chiaro) scambio delle parti fatto di messaggi importanti che poi in realtà non lo sono, fantasmi che poi sono ologrammi, Dottori che dovrebbero morire e che poi invece sbucano fuori con molta nonchalance da una bara, Twelve riesce a salvare capre e cavoli come sempre. Il terribile mostro che voleva impossessarsi tramite un esercito di fantasmi di un altro pianeta dopo essersi stufato di Tivoli (il pianeta più conquistato al mondo ricordiamolo), il Fisher King, viene sconfitto e la città allagata dallo stesso Dottore ma ciò non senza conseguenze. Cass, Lunn e Bennett sono ancora in vita ma il Dottore ha dovuto accettare che gli altri andassero incontro al loro terribile destino nonostante il viaggio nel tempo e parti di esso che sono state modificate e riscritte. Mostrando un inedito lato egoista, tutto sommato, al Dottore va anche bene così perché Clara, la sua Clara, è sana e salva. Non sappiamo, però possiamo sospettare, che questo sia per il Dottore un modo per scusarsi per quando successo a Danny: Clara deve vivere le sue avventure meravigliose e niente deve succederle. A fare i conti con quanto successo e con le perdite subite rimangono i tre membri superstiti dell'equipaggio: soprattutto uno sconsolato Bennett che ha capito troppo tardi che era meglio farsi coraggio e dire a O'Donnell quali fossero i suoi veri sentimenti, e in Doctor Who sappiamo quanto sia importante mettere da parte ogni remora e parlare subito, Rose e Tenth docet. Bennett ormai non può che consigliare a Cass e Lunn di non commettere il suo stesso errore e i due ci regalano il momento più tenero all'interno della puntata, infondo che i due nascondessero qualcosa e che avessero solo bisogno di una spinta per confessare cosa provassero l'una per l'altro si era intuito anche nella puntata precedente. Così come dovevamo intuire che la disabilità di Cass non era stata messa lì a caso, la scena in cui la ragazza capisce di essere in pericolo perché braccata da uno dei fantasmi e appoggia le mani sul pavimento per captare le vibrazioni è fantastica e la trasposizione per immagini del particolare modo di sentire di Cass è sicuramente molto ben realizzata. 
Si chiude così l'avventura "acquatica" del Dottore, lui e Clara ritornano nella TARDIS e la puntata si conclude con le dovute spiegazioni: il Dottore sapeva fin dall'inizio che poteva evitare di morire e che bastava sostituire se stesso con un suo ologramma trasformato in fantasma e che le parole da lui ripetute, i nomi di Clara e dell'equipaggio e non le strane coordinate ripetute dagli altri, erano solo un modo per farsi fretta e dire al sé passato di fare di tutto per salvare Clara. Insomma i Twelve del passato, presente e futuro non hanno fatto altro che dialogare tra loro e trovare un modo per sistemare la situazione lasciandosi indizi e riscrivendo lo spazio-tempo quando non c'era ciò che però serviva, infondo, ricorda il Dottore a Clara con una complice strizzatina dell'occhio: "chi ha scritto la quinta sinfonia?". Il cerchio si chiude e a noi rimangono tre certezze: il tempo può essere riscritto, la fama di un compositore può essere totalmente inventata e il novantanove per cento dei fatti storici non sono mai avvenuti per come noi li conosciamo perché il Dottore ci ha sempre messo lo zampino.
Le prossime due puntate ci porteranno indietro nel tempo, niente meno che in un villaggio vichingo dove ad aspettarci ci sarà la Maisie Williams meglio conosciuta agli appassionati di serie tv come Arya Stark di Game of Thrones... io vado a preparare lo scudo, non si sa mai!

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