giovedì 19 novembre 2015

Let's talk about tv series: DOCTOR WHO S09E09 ~ Sleep No More

STAGIONI: 9
STATO: in corso
EMITTENTE: BBC
CAST: Peter Capaldi (Dodicesimo Dottore), Jenna Coleman (Clara Oswald), Reece Shearsmith (Rassmussen) [more]


I mirabolanti viaggi nel tempo e nello spazio di un uomo pazzo con una cabina blu, ovvero l'ultimo dei Time Lords, e dei suoi compagni di avventura.

Noi fan del Dottore siamo esseri coraggiosi, dobbiamo ammetterlo, riusciamo a condurre una vita più o meno normale pur sapendo che le statue non sono semplici statue e potrebbero teletrasportarci a caso nel passato, che la luna è un uovo, che il grasso corporeo in fin dei conti sarà anche in eccesso ma è simpatico e risponde al saluto e tutta una serie varia di altre stravaganze che ci ritroviamo a citare nella vita di tutti i giorni attirandoci gli sguardi confusi e preoccupati di parenti, amici e colleghi. Ma adesso abbiamo un altro elemento da aggiungere alla lista senza fine di conoscenze "whovian" che ci ritroveremo a sciorinare con l'espressione di chi ne sa di più degli altri comuni mortali che non seguono lo show: iniziate ad avere paura anche delle secrezioni degli occhi, perché infatti quello che sembrerebbe semplice scarto della pulizia dei nostri occhi in realtà risponde al nome, ben più poetico, di "sleep dust" ovvero la polvere del sonno. In realtà quando assonati ci strofiniamo gli occhi per svegliarci quello che rimuoviamo non è altro che residuo di sonno, residuo che se accumulato porta alla formazione di spaventosi Sandmen che ci mangeranno vivi, ovviamente a tanto simpatica spiegazione non poteva che corrispondere un terrorizzante risultato, ricordiamoci infatti che l'episodio è stato scritto da Mark Gatiss, ovvero colui che al senso di tragedia sempre incombente del Moffat aggiunge quel tanto in più di terrore che non guasta. 
Purtroppo anche questa settimana sono piovute critiche a pioggia e si è molto dibattuto non solo su paventati buchi di sceneggiatura ma anche sullo stile in cui la puntata è stata pensata, girata e recitata, effettivamente ci ritroviamo davanti un episodio insolito sotto molti punti di vista: è il primo, e forse unico, episodio stand-alone della nona stagione, probabilmente dopo il peso emotivo delle due puntate precedenti ci voleva qualcosa che abbandonasse per un attimo la trama principale prima degli episodi finali, una boccata d'ossigeno (ma si fa per dire) per distrarci prima che la storia riprenda il suo ritmo, tuttavia l'abitudine rispettata nel corso di tutta questa nona stagione di spalmare una storia su due puntate ci aveva lasciato tranquilli mentre il tempo scorreva e non arrivava alcuna soddisfacente conclusione, ma il teaser della prossima puntata non lascia dubbi, l'argomento sarà un altro e quella fine-non-fine che abbiamo visto è realmente la conclusione di Sleep No More, mi piace immaginare la faccia compiaciuta del Gatiss mentre tutti i telespettatori urlavano improperi alla tv. 
In più a far gridare all'oltraggio tutti i fan della serie sono stati lo stile e soprattutto la struttura dell'episodio in cui il concetto di "wibbly wobbly timey wimey" è stato portato ad un livello superiore, l'episodio sembra infatti girato con una telecamera portatile o addirittura con l'iphone della stessa Clara, sfruttando però tantissimo l'attuale moda dei video blog e delle riprese amatoriali, in un mondo in cui tutti fanno video per narrare eventi di ogni portata e natura portare questo tipo di tecnica narrativa all'interno di una serie tv, soprattutto quando la storia lo permette e Sleep No More con la sua pretesa di video-documento lo permette, non dovrebbe scandalizzare più di tanto, lo scopo è quello di infrangere la quarta parete e rendere la narrazione credibile, ovviamente nell'arco di quell'ora in cui va in onda la puntata. Anche la storia procede facendo giri su se stessa e con continue conferme e negazioni delle spiegazioni appena fornite, proprio come se il video fosse stato montato di corsa e senza troppa cura, alcuni passaggi si perdono, è vero, eppure anche in questo episodio così strano e improbabile, secondo me, c'è del buono, concedo che l'idea della polvere negli occhi non sia originalissima, è infatti già stata usata in Flash And Stone, la puntata in cui Amy si ritrova a fare i conti con un angelo piangente che ha preso possesso della sua mente, trovo però interessante come, ancora una volta, si sia riuscito a tirare fuori l'inquietante da una situazione banalissima e, al contempo, sia presente quel pizzico di critica sociale che rende Doctor Who tanto speciale. 
Così come Charlie Chaplin ci raccontava in Tempi Moderni l'alienazione e la ripetitività della vita dell'uomo nell'epoca del boom economico e industriale, il nono episodio di Doctor Who invece ci racconta di una società del futuro (ma nemmeno così tanto futuro), altamente sviluppata e così competitiva nel mondo del lavoro da necessitare di una macchina che in pochi minuti renda le persone riposate come dopo una bella e sana dormita in modo da poter sfruttare le ore guadagnate per lavorare, lavorare e ancora lavorare. Ma si sa che se il sonno della ragione provoca mostri, non dormire affatto non porta a risultati migliori, e i residui di quel sonno così brutalmente scacciato dalle capsule del sonno Morpheus, è pronto a prendersi la sua rivincita e fagocitare quelli stessi esseri umani che credevano di essersene comodamente disfatti. Scoperto ciò il Dottore, che non si perde mai d'animo e anzi ci snocciola qualche citazione del Macbeth shakespeariano, fa di tutto per evitare che la navicella, guidata da un vero e proprio scienziato pazzo, non atterri sulla terra diffondendo l'onda distruttrice dei Sandmen, il problema è che noi telespettatori possiamo solo presumere che sia riuscito a fermare Rassmussen perché l'episodio si interrompe con lo stesso che ci informa che abbiamo qualcosa nell'angolo degli occhi, mentre il nostro istinto ci dice di filare subito a letto, ammesso che sia possibile dormire dopo aver ascoltato la tormentante canzoncina che continua a rimanere fissa in mente. 
"Bung, bung, bung, bung Mr. Sandman, bring me a dream,
make him the cutest that I've ever seen"
In definitiva l'intero episodio, con la sua dose di difetti e di punti che potevano essere spiegati meglio, sembra un gigantesco incubo di quasi un'ora, Mark Gatiss deve essersi divertito parecchio mentre lo scriveva, noi fan forse un po' meno, anche se ci ha servito su un piatto d'argento un'ottima spiegazione per tutte quelle volte che invece di dedicarci ad una giornata di lavoro produttiva decideremo di cedere alle lusinghe di Morfeo e dormire un altro po', solo cinque minuti...promesso!

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