martedì 10 novembre 2015

Let's talk about tv series: DOCTOR WHO S09E07/08 ~ The Zygon Invasion/The Zygon Inversion

STAGIONI: 9
STATO: in corso
EMITTENTE: BBC
CAST: Peter Capaldi (Dodicesimo Dottore), Jenna Coleman (Clara Oswald), Jemma Redgrave (Kate), Ingrid Oliver (Osgood) [more/more]


I mirabolanti viaggi nel tempo e nello spazio di un uomo pazzo con una cabina blu, ovvero l'ultimo dei Time Lords, e dei suoi compagni di avventura.

No, non mi sono dimenticata di parlare di Doctor Who, ho saltato un appuntamento settimanale ma era tutto calcolato. Ho ritenuto che fosse opportuno parlare degli episodi sette e otto considerandoli come un'unica grande puntata di due ore, non è la prima volta nel corso di questa stagione che la storia viene spalmata su più episodi ma stavolta, più delle altre, era giusto aspettare la conclusione prima di buttar giù qualche idea in proposito.
Si può dire che siamo al giro di boa di questa nona stagione ma l'inizio dell'episodio sette ci fa fare un bel salto indietro, più precisamente allo speciale per il cinquantenario della serie, The Day of The Doctor, l'ondata di "feels", per dirlo in gergo da fangirl, da cui si viene investiti alla vista dei tre Dottori interpretati da Matt Smith, David Tennant e John Hurt sono preambolo necessario al tema centrale di questi episodi in quanto i nemici da combattere sono gli stessi: gli Zygon. Come sappiamo i Dottori avevano risolto la prima invasione permettendo agli Zygon di mantenere forma umana e vivere in pace e tranquillità sulla Terra, scongiurando così una guerra senza fine. Simbolo della pace è l'Osgood box, una scatola appunto che dovrebbe garantire che il trattato di pace venga rispettato e che può allo stesso tempo tornare utile nel caso in cui il trattato venga invece violato, a vigilare sulla scatola, come suggerisce il nome, le due Osgood, una umana e una zygon. Tuttavia gli Zygon sono tornati e anche piuttosto arrabbiati, sia con gli esseri umani ma soprattutto con i loro simili che hanno deciso di vivere in pace piuttosto che conquistare il pianeta, visti come dei traditori devono essere eliminati, poi si potrà procedere alla conquista. È quindi necessario richiamare il Dottore, e la UNIT guidata dalla solita Kate non perde tempo nel lanciare il suo sos al "Presidente dell'Universo".
È possibile anticipare che le cose si sistemeranno, come era logico prevedere, ma la bellezza di questi due episodi di Doctor Who, che stanno lanciando la nona stagione nei piani alti della mia personale classifica del preferiti, risiede prima di tutto nella sceneggiatura degli episodi, la scrittura di Peter Harness si sposta dal comico al tragico, dal divertente al malinconico con una levità sorprendente, senza mai perdere in efficacia e tono. Ma la qualità di questi episodi non sarebbe così alta se a recitare non ci fosse quel mostro di Peter Capaldi che ormai, spero, avrà fatto ricredere anche i più scettici. Come ben sappiamo il livello recitativo delle serie inglesi è altissimo e Doctor Who non è da meno, basta vedere i nomi dei comprimari, spesso attori di primissimo piano. Anche in questa nona stagione sia la companion, una deliziosa Jenna Coleman, che gli altri personaggi sono stati sempre all'altezza ma, ripeto, tutto sarebbe stato vano senza un Attore, maiuscola d'obbligo, capace di portare sulle spalle un personaggio con così tanta storia e fama sulle spalle come il Dottore. Eppure Capaldi è riuscito nell'intento, ha saputo mantenersi fedele al personaggio seppur apportando qualcosa di nuovo e di assolutamente personale, sarebbe stato facile attenersi alla strada già segnata e portare a casa il compitino, invece abbiamo un Dottore burbero, a tratti tutto rivolto al passato ma che nonostante il suo aspetto da uomo maturo ha ancora bisogno di ritrovare le sue certezze, il solito alieno super intelligente, e che non disdegna di dimostrarlo, capace però di riporre fiducia in chiunque incontri.
In un episodio in cui ci si confronta su grandi temi e in cui i vari personaggi si ritrovano a fare i conti con i propri doppi o con duplicati dei propri cari, metafora illuminante e che sarebbe bene tenere a mente quando si pensa, anche nel proprio piccolo, a disprezzare e dileggiare chi riteniamo diverso da noi, è proprio il monologo conclusivo a racchiudere tutto il significato delle due puntate: la necessità di trovare punti d'incontro, l'altrettanto necessaria convivenza pacifica, l'accettare chi è diverso, l'orrore della guerra e le sue terribili conseguenze e soprattutto la ferma convinzione che da un guerra si esca tutti sconfitti. Se in The Day of The Doctor erano stati Ten ed Eleven a forzare un po' la situazione obbligando le due parti a riflettere e discutere civilmente, in The Zygon Inversion invece Twelve fa affidamento sulle proprie emozioni, parole ed esperienze passate. Sappiamo che il Dottore ha più di una responsabilità nell'infinita guerra tra Time Lords e Dalek, e proprio perché sa cosa ciò significhi sa altrettanto bene come perpetuare l'odio e il conflitto non porti da nessuna parte. Sparare per primi o rispondere all'attacco non giustifica nessuna delle due parti, la vera soluzione è non scegliere, o meglio scegliere di non agire e imboccare una strada comune basata sul rispetto e l'accettazione dell'altro e soprattutto sulla discussione costruttiva.
Because it's always the same. When you fire that first shot, no matter how right you feel, you have no idea who's going to die! You don't know whose children are going to scream and burn! How many hearts will be broken! How many lives shattered! How much blood will spill, until everybody does what they were always going to have to do from the very beginning: sit down and talk!
E sedersi e parlare è quello che fanno Kate e Bonnie (o Zygella come preferisce chiamarla il Dottore), ovvero la copia zygon di Clara, entrambe decidono di chiudere le Osgood box, due scatole che sotto i pulsanti truth or consequence in realtà non nascondono nulla ma che servono da pretesto per saggiare il coraggio di chi si ritrova a compiere un'ardua scelta, ovvero dare inizio alle ostilità o preferire il dialogo. Kate e Bonnie ovviamente compiono la scelta migliore. Il pericolo di una guerra imminente e distruttiva è scongiurato e Osgood con la sua nuova sorella zygon, Bonnie, possono ritornare a vigilare sulle due scatole e a preservare l'identità degli zygon sulla Terra.
Moffat & Co. ci hanno regalato due episodi molto densi in termini di eventi e significati, se le prossime puntate si manterranno su questo livello la nona sarà una stagione da incorniciare e il Dottore di Capaldi un osso duro con cui confrontarsi.



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