giovedì 3 dicembre 2015

Let's talk about tv series: DOCTOR WHO S09E11 ~ Heaven Sent

STAGIONI: 9
STATO: in corso
EMITTENTE: BBC
CAST: Peter Capaldi (Dodicesimo Dottore) [more]

I mirabolanti viaggi nel tempo e nello spazio di un uomo pazzo con una cabina blu, ovvero l'ultimo dei Time Lords, e dei suoi compagni di avventura.


Non so se Heaven Sent sia l'episodio più bello di Doctor Who, ci sono tante dinamiche da esaminare e la scelta dell'episodio preferito è imprescindibile da un certo gusto personale ma penso sia possibile dire che questa volta la serie sci-fi più longeva di sempre ha toccato vette altissime, con un'impostazione semplicissima, il tanto (e troppo spesso ingiustamente) vituperato Steven Moffat è riuscito a tirar fuori il proverbiale coniglio dal cilindro, in un episodio che ha la capacità di tenere lo spettatore incollato al video per tutta la sua durata, che intriga e mescola le carte senza tuttavia confondere le idee, insomma se alla fine di Sleep No More molti si sono chiesti cosa diavolo fosse successo, questo non accade con Heaven Sent, alla fine resta solo un'espressione sbalordita sul volto e la curiosità di sapere subito cosa accadrà nell'episodio successivo che è anche il season finale.
Dopo aver tragicamente perso Clara, il Dottore, ormai solo, si ritrova imprigionato in uno strano castello da cui tenta di fuggire, la sua fuga però è ostacolata dal continuo mutare dello stesso castello, che attraverso degli ingranaggi tanto simili a quelli di un orologio, continua a mescolare la disposizione di scale, stanze e corridoi. Inoltre il Dottore è braccato da un inquietante individuo velato, un'ombra che il Dottore descrive così:
"As you come into this world, something else is also born. You begin your life and it begins a journey towards you. It moves slowly, but it never stops. Wherever you go, whatever path you take, it will follow. Never faster, never slower, always coming. You will run. It will walk. You will rest. It will not. One day, you will linger in the same place too long. You will sit too still or sleep too deep and when, too late, you rise to go, you will notice a second shadow next to yours.Your life will then be over."
Impossibile non sentire anche qui, come per gli ingranaggi, un chiaro richiamo al tempo e al suo incedere senza scarti o contrattempi, sempre puntuale, sempre in agguato, imbattibile, non importa quanto ci si affanni per sfuggirgli, il momento di fare i conti con esso arriverà sempre, inesorabile, anche per un immortale come il Dottore.
È facile quidi capire che questo "The Veil" non ha ovviamente intenzioni pacifiche nei suoi confronti e che sembra interrompere la sua caccia solo quando il Dottore confessa qualcuna delle sue più segrete verità, come l'esistenza di un ibrido, metà Signore del Tempo metà Dalek, che dovrebbe causare la caduta di Gallifrey. Così, passo dopo passo, porta dopo porta, e soprattutto millennio dopo millennio, il Dottore continua in una ripetizione infinita degli stessi gesti, si sveglia in questo luogo misterioso, scappa dalle grinfie del suo misterioso aguzzino e nel tentare una fuga che non gli riesce, finisce sempre per varcare la porta numero 12 per ritrovarsi di fronte ad un muro invalicabile costruito con una pietra più dura del diamante a cui non può fare a meno di scagliare un pugno, dolorosissimo ma dettato da un senso di frustrazione, il Dottore si è improvvisamente ritrovato solo e non può fare a meno, nei momenti più difficili, di cercare il conforto di Clara, anche se solo nella sua memoria. Questo meccanismo spesso usato nelle narrazioni fantascientifiche fatte di luoghi strani, gesti ripetuti e conoscenze recuperate solo per poi essere perdute, quel che spicca di più, ancora una volta, è la meravigliosa prova di un Peter Capaldi che puntata dopo puntata sta dimostrando che il ruolo del Dottore sembra sia stato creato apposta per lui, la sua performance, in un episodio in cui recita praticamente da solo, è straordinaria e il suo Dottore mostra uno spettro amplissimo di emozioni, il suo lato più battagliero, quello vendicativo, nonostante la promessa fatta a Clara, e quello più tenero come dimostrano le scene in cui continua a ricercare l'aiuto e il consiglio della companion che non c'è più, in quel Tardis che si trasforma in mind palace e che a molti avrà ricordato l'altra più famosa creazione di Moffat, Sherlock. 
Twelve, se è possibile applicare questo aggettivo ad un alieno, si dimostra più umano che mai, sperduto nella sua cabina blu che nonostante sia immensa diventa il cantuccio, il luogo sicuro e appartato, in cui rifugiarsi nei momenti di sconforto. È un Dottore quello di Capaldi che nonostante si dimostri sempre sicuro di sé riesce ad ammettere di avere paura: della solitudine, del tempo infinito davanti a sé ma anche, per converso, della morte.
Il Dottore riuscirà a fare breccia nel muro, dopo due miliardi di anni, che nel calcolo dell'eternità ne rappresentano solo un secondo, come nel racconto dei fratelli Grimm in cui l'uccellino scava nella montagna con instancabile costanza così fa il Dottore che alla fine si ritrova nella tanto amata e allo stesso tempo odiata Gallifrey, la casa dei Signori del Tempo, che si rivelano quindi come coloro che nell'episodio precedente, Face The Raven, avevano cospirato con Ashildr per carpire al Dottore il disco contenente il suo testamento e causa indiretta della morte di Clara. 
Il pianeta natale del Dottore è sempre stato visto come un luogo mitico e distante, la patria ormai perduta del Dottore, forse avremo finalmente un intero episodio ambientato a Gallifrey, ma anche se così non fosse, sarà comunque interessante esplorare ulteriormente i rapporti tra il Dottore e i suoi compatrioti, non sempre al riparo da giudizi negativi da parte del Dottore stesso, quel che è sicuro è che il ricongiungimento non sarà idilliaco e resta ancora tutta da scoprire la questione di quest'ibrido molto spesso nominato ma di cui ancora non sappiamo nulla, il Dottore reclama quel ruolo per se stesso ma in che modo il Dottore è un ibrido? E perché i Timelords lo cercano con tanto affanno? E Missy di cui si sono perse le tracce? Le domande sono tante, Moffat sarà di nuovo al timone, e come tutti i whovian sanno non è sicuro che ci vengano fornite tutte le risposte, il famigerato wibbly wobbly timey wimey che aggiusta sempre tutto è comunque in agguato!
Infine menzione necessaria e dovuta alla straordinaria colonna sonora di Murray Gold, che per questo episodio così bello e importante, ha creato quella che può essere definita senza esagerazioni e senza fare un torto a nessuno, una vera e propria sinfonia, capace di evidenziare ed esaltare la sceneggiatura e l'ottima prova attoriale di Capaldi.

2 commenti:

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