sabato 31 dicembre 2016

Let's talk about books: I VICERÈ

TITOLO: I Viceré
AUTORE: Federico De Roberto
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2014 (prima ed. 1920)
CASA ED.: Newton Compton
"La storia d'una gran famiglia, la quale deve essere composta di quattordici o quindici tipi, tra maschi e femmine, uno più forte e stravagante dell'altro. Il primo titolo era Vecchia razza: ciò ti dimostri l'intenzione ultima, che dovrebbe essere il decadimento fisico e morale d'una stirpe esausta"
Federico de Roberto 
Ebbene sì, proprio come mi era già successo con Memorie d'Adriano mi ritrovo di nuovo a dispiacermi del fatto che goodreads permetta di dare solo cinque stelle a un libro. Dopo anni e anni in cui continuavo a ripetermi che dovevo assolutamente leggere I Viceré, finalmente è giunto il suo momento e la prima domanda che mi sono fatta una volta girata l'ultima pagina è stata: "perché ci ho messo così tanto a decidermi a leggerlo?" La domanda rimarrà probabilmente senza risposta ma intanto mi ritrovo con un altro romanzo da aggiungere allo scaffale dei super preferiti. 
Tuttavia data la completa assenza di questo romanzo dai radar scolastici, nonostante la storia si svolga in un periodo storico cruciale per il nostro paese (ma la cosa dovrebbe sorprendermi poco visto che per studiare semi-decentemente il Risorgimento ho dovuto aspettare di arrivare all'università!) non posso addossarmi tutte le colpe per questo ingiustificabile snobismo, infatti l'opera di De Roberto sembra essere stata relegata in un angolino, complice il giudizio negativo di Benedetto Croce, il giudice supremo degli affari della letteratura italiana. Eppure non ha assolutamente nulla da invidiare ai più titolati scrittori siciliani come Verga o Pirandello, come ebbe poi a sottolineare un altro conterraneo dello scrittore, Leonardo Sciascia, che si spinse oltre e sostenne che dopo i Promessi Sposi di Manzoni nell'empireo dei romanzi italiani I Viceré meritasse un posto di prim'ordine e maggiore considerazione.
Non posso fare a meno di accordarmi al parere di Sciascia, il solo aver pensato un romanzo di tale portata è ammirevole ma essere riusciti a portarlo su carta ha dello straordinario, la prosa fluida, che in un periodo che mi vede alle prese con un esame di letteratura latina e quindi con la scrittura ricca, chiara e non verbosa e tutta giocata su un bilanciarsi di giustapposizioni e punti di vista diversi di Sallustio e della sua "Congiura di Catilina" mi ha fatto apprezzare doppiamente la capacità di De Roberto di costruire grandi architetture sintattiche che però hanno la capacità di librarsi leggere e avviluppare il lettore e immergerlo nella storia. Non una parola di più né una di meno di quelle necessarie, fiorita di alcuni "sicilianismi" che da siciliana e apprendista linguista non ho potuto far altro che notare e gustare.

giovedì 29 dicembre 2016

Let's talk about books: I BUDDENBROOK. DECADENZA DI UNA FAMIGLIA

TITOLO: I Buddenbrook. Decadenza di una famiglia.
AUTORE: Thomas Mann
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1930 (Ed. originale 1901)
CASA ED.: Newton Compton

"Aveva sentito quanto male ci possa fare la bellezza, come possa gettarci nella vergogna e nella struggente disperazione, e annientare tuttavia in noi anche il coraggio e la capacità di vivere la vita comune."

Primo incontro con questo gigante della letteratura tedesca e non è stata affatto una cattiva esperienza. Per vie traverse (leggasi: serie tv tratta dal libro) conoscevo a grandi linee la storia ma ovviamente leggere il romanzo è tutta un'altra cosa e devo dire che sono riuscita ad apprezzarne di più la trama e a non vederla come una sequela di sfortune capitate tutte alla stessa famiglia. Ovviamente il romanzo non sprizza allegria da tutti i pori (o lettere? o parole?) ma il progresso di questo lento ma inesorabile disfacimento assume senz'altro profondità e acquista senso, dopotutto che la fine sarebbe stata ingloriosa ce lo suggerisce lo stesso Mann con un sottotitolo quanto mai brutale, nessuna gloria per la famiglia Buddenbrook ma solo un fatale decadimento.

venerdì 10 giugno 2016

Let's talk about books: UNA MARINA DI LIBRI 2016


Cosa fa un amante dei libri quando nella propria città si organizza una rassegna interamente dedicata ai libri e alla scrittura? Ovviamente non si può che rispondere "presente!", calzare scarpe comode e prepararsi a vagare per i vari stand con gli occhi sognanti, consapevoli che a fine giornata la propria lista desideri avrà raggiunto una lunghezza alquanto preoccupante.
Orto Botanico, Gymnasium.
Orto Botanico.
Questo è quello che è successo anche a me, proprio ieri, 9 giugno, quando mi sono recata a Una Marina Di Libri, il festival del libro che ogni anno, da sette anni, si tiene nella mia città natale, Palermo. L'evento interamente dedicato alla lettura e all'editoria indipendente quest'anno presenta un'offerta decisamente più ampia rispetto agli anni passati, sintomo di un interesse e di un successo in costante crescita, infatti nel corso dei quattro giorni (dal 9 al 12 giugno) si alterneranno tantissimi ospiti e tanti eventi dedicati alla presentazione di libri, reading, corsi di scrittura creativa e attività dedicate ai più piccoli. 
A testimoniare ulteriormente come questo evento si stia guadagnando un posto di tutto rispetto nel calendario culturale della città concorre anche la scelta della location in cui sistemare gli stand e organizzare i vari incontri; dopo i chiostri, belli ma piccoli, del Museo di Storia Patria e della Galleria d'Arte Moderna, Una Marina di Libri approda nella splendida cornice offerta dall'Orto Botanico di Palermo: luogo a lungo tempo trascurato e dimenticato che invece nasconde al suo interno piante rare ed edifici di notevole bellezza. Risalta subito come si sia voluto creare un azzeccato paragone tra la crescita delle piante che necessitano di acqua, buona terra e cure così come ogni individuo per divenire maturo, informato e responsabile necessiti di buoni libri e delle capacità critiche e di riflessione che solo la lettura è capace di far maturare in ognuno di noi, insomma i libri sono per noi quello che acqua e sole sono per piante e fiori.

sabato 4 giugno 2016

The best of... Aprile & Maggio 2016


Si, anche per questa volta vi beccate un "preferiti del mese" doppio con, ovviamente, doppie risposte.

LIBRI

Libro preferito: Via Col Vento di Margaret Mitchell che ho letto per il salotto di lettura di Jess aka Pennylane. Un romanzo enorme non solo perchè composto da più di mille pagine ma perché racconta una storia immensa, ambientata in un periodo storico difficile e travagliato come la guerra di secessione americana. Ho amato e odiato Rossella, la protagonista dal carattere deciso ma a volte troppo cieca nei confronti dei sentimenti e dei bisogni degli altri. Una vera sorpresa, e chi ha visto il film mi capirà, è stata invece Melania, doveva essere il personaggio più detestato del romanzo e invece alla fine a lei spetta il premio di personaggio migliore: gentile e buona fino al limite della più stolida ingenuità ma capace quando necessario di dimostrarsi decisa e combattiva. A parte quella canaglia travestita da gentiluomo di Rhett, comunque il romanzo svetta per i suoi personaggi femminili, che nel bene e nel male si fanno notare più dei maschietti.
Personaggio femminile:  Mary Anning di Strane Creature di Tracy Chevalier. A questa umile ragazza, realmente esistita e a cui la Chevalier regala quasi una biografia romanzata, si devono i primi studi sulla paleontologia, infatti Mary ha saputo trasformare la ricerca dei fossili da semplice passatempo a vera e propria branca di studi scientifici. I giganteschi fossili da lei ritrovati sono stati d'aiuto a Charles Darwin che grazie ad essi ha trovato una solida base su cui sviluppare la sua teoria dell'evoluzione. Inutile dire che, in quanto donna, il suo contributo fondamentale è stato per lungo tempo ignorato, il libro della Chevalier ha sicuramente il merito di gettare finalmente un po' di luce su questa figura storia fondamentale.
Personaggio maschile: Pereira di Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi. Per ulteriori spiegazioni rimando alla mia recensione che trovate qui. 
Citazione:
"I could be bounded in a nutshell and count myself a king of infinite space, 
were it not that I have bad dreams" 
Hamlet, William Shakespeare
Fumetto: Black Widow di Edmondson & Noto. Bella la storia, bellissimi i disegni e adoro Natasha Romanoff!
Poesia:
Al di sopra degli stagni, al di sopra delle valli,
delle montagne, dei boschi, delle nubi, dei mari,
oltre il sole e l'etere, al di là dei confini delle sfere stellate, 
anima mia tu ti muovi con agilità,
e, come un bravo nuotatore che fende l' onda,
tu solchi gaiamente, l'immensità profonda
con indicibile e maschia voluttà.
Via da questi miasmi putridi, va' a purificarti nell'aria superiore,
e bevi come un puro e divin liquore
il fuoco chiaro che riempie i limpidi spazi.
Alle spalle le noie e i molti dispiaceri
che gravano col loro peso sulla grigia esistenza
felice chi può con un colpo d'ala vigoroso
slanciarsi verso campi luminosi e sereni;
colui i cui pensieri, come allodole,
verso i cieli al mattino spiccano un volo
- che plana sulla vita. e comprende senza sforzo
il linguaggio dei fiori e delle cose mute.
Elevazione di Charles Baudelaire

FILM

Film preferito (prima visione): Race e Captain America Civil War, rimando alle mie recensioni che trovate qui e qui.
Film prefrito (visto e rivisto): Suite Francese, uno dei miei film preferiti, tratto da un romanzo che mi è piaciuto molto. Ambientato durante la seconda guerra mondiale, la storia di Lucille e Bruno, francese lei e tedesco lui, è una di quelle che arrivano dritte al cuore. 
Attrice preferita: tra l'uscita di Civil War e la lettura dei fumetti di Black Widow, penso che Scarlett Johansson sia la perfetta Natasha Romanoff, chissà magari un giorno il mcu ci regalerà un film tutto incentrato sulle sue avventure...
Attore preferito: Sebastian Stan, se il suo Soldato d'Inverno mi era piaciuto in Captain America The Winter Soldier in cui le poche battute venivano ampiamente compensate da sguardi e gesti capaci di trasmettere tanto quanto il più articolato dei monologhi, in Civil War tutte le premesse e le potenzialità del personaggio sono state soddisfatte e raggiunte.

SERIE TV

Serie tv preferita: The Killing, una serie sottovalutata che invece è stata capace di fondere alla perfezione intriganti casi polizieschi con le vite di due complicatissimi detective. Forse avrei preferito un finale un po' più incisivo ma forse quel detto-non-detto ben si adatta ai caratteri sfuggente dei due protagonisti.
Miniserie preferita: The Hollow Crown: The Wars of The Roses. La bbc e William Shakespeare e in più un Benedict Cumberbatch in grande spolvero che interpreta uno dei cattivoni più cattivi (?) dell'intero teatro del Bardo inglese, ovvero Riccardo III, poteva non venirne fuori uno spettacolo per il cuore, gli occhi e la mente? Appunto.
Attrice preferita: Eva Green in Penny Dreadful, aspetterò qui qualche candidatura a qualche premio.
Attore preferito: Rory Kinnear in Penny Dreadful, leggere quanto scritto per Eva Green poco più sopra.
Momento preferito: tutti gli incredibili monologhi recitati a favore di telecamera da Benedict Cumberbatch in The Hollow Crown. Il suo Riccardo III è viscido, spaventoso, terribile eppure così umano. Basta un gesto, uno sguardo, una parola pronunciata in un modo piuttosto che in un altro per restare catturati e non poter distogliere gli occhi dallo schermo. (Non è tra gli attori preferiti perché così potevo parlare anche di Rory, furba no?)
Momento più commovente: ad aprile ho visto il finale di Mr. Selfridge e si, la lacrimuccia ci è scappata...gli addii mi commuovono sempre, che posso farci?

Ed è tutto, gente! Al prossimo best of!

mercoledì 1 giugno 2016

Let's talk about books: SOSTIENE PEREIRA

TITOLO: Sostiene Pereira
AUTORE: Antonio Tabucchi
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1994
CASA ED.: Feltrinelli
"E di me cosa resterebbe?, chiese Pereira, io sono quello che sono, con i miei ricordi, con la mia vita trascorsa, le memorie di Coimbra e di mia moglie, una vita passata a fare il cronista in un grande giornale, di me cosa resterebbe? L'elaborazione del lutto, disse il dottor Cardoso, è un'espressione freudiana, mi scusi, io sono un sincretista e ho pescato un po' di qua e un po' di là, ma lei ha bisogno di elaborare un lutto, ha bisogno di dire addio alla sua vita passata, ha bisogno di vivere nel presente, un uomo non può vivere come lei, dottor Pereira, pensando solo al passato. E le mie memorie, chiese Pereira, e quello che ho vissuto? Sarebbero solo una memoria, rispose il dottor Cardoso, ma non invaderebbero in maniera così prepotente il suo presente, lei vive proiettato nel passato, lei è qui come se fosse a Coimbra trent'anni fa e sua moglie fosse ancora viva, se lei continua così diventerà una sorta di feticista dei ricordi, magari si metterà a parlare con la fotografia di sua moglie."
Chi è Pereira? Pereira è un uomo anziano, direttore della pagina culturale di un giornale di Lisbona, in costante lotta con i chili di troppo e con un cuore non più tanto affidabile che inizia a fare degli scherzi. Un uomo che sembra non aver niente di nuovo da chiedere alla vita e che ama cullarsi nel nostalgico ricordo di un passato ormai perduto. È vedovo ma ciò non lo ferma dal continuare a dialogare con l’amata moglie, o meglio a scambiare univoche riflessioni con il ritratto di lei, figurina ormai sbiadita dei tempi felici che furono. Pereira si ritrova spesso a sognare la sua gioventù, quando era solo uno studente dell’università di Coimbra, era giovane e snello e soprattutto aveva ancora tutta la vita davanti e l’opportunità di lasciare un segno, anche attraverso i suoi apprezzati articoli di cronaca, quando ancora il regime e la censura della dittatura di Salazar non erano apparsi ad oscurare l’orizzonte della nazione portoghese. 
Nel 1938 le cose sono molto diverse, come il Portogallo si rifiuta di vedere il regime dittatoriale ormai in atto, così Pereira si rifugia nella redazione, distaccamento cultura, del giornale pomeridiano Lisboa: una piccola stanzetta in un anonimo palazzo, luogo sicuro e di conforto per il Signor Pereira che guarda al mondo là fuori con occhi ciechi e che preferisce tradurre in tutta tranquillità i racconti dei suoi amati autori francesi. La vita scorre semplice, ripetitiva, ignara persino di quanto succede nella vicina Spagna, dove si combatte la guerra civile che segnerà sfortunatamente l’ascesa del generale Francisco Franco. L’importante è rifugiarsi nel passato, nella consolazione che solo autori morti e sepolti da secoli possono dare, guardare indietro per evitare di guardare avanti, verso un presente e un futuro che persino inconsapevolmente fanno paura.

domenica 29 maggio 2016

Let's talk about tv series: THE SERIAL BOWL #4


...ovvero di serie concluse, in corso o che stanno per iniziare.

It's been 84 years... Lo so, colpa mia, ma ormai credo che si sia capito che io e la puntualità non andiamo per niente d'accordo. Però questo mio costante rincorrere il tempo perduto (mind the quote!) mi permette di presentare un piatto, o un'insalatiera in questo caso, molto ricco. Unico aspetto negativo è che mi rendo conto di quanto tempo io dedichi a guardare serie tv invece di dedicarmi ad attività più proficue come lo studio e la vita sociale, che però a volte sanno solo riempirmi d'ansia, quindi forse è meglio spendere il proprio tempo piangendo per personaggi di finzione. Si, decisamente.

Terminate...

Iniziamo subito con un bel previously on, ricapitolando tutte le serie che si sono concluse, alcune per sempre altre sono solo andate in pausa. Inizierei con i prodotti di casa BBC, che sono sempre tanti e danno tante soddisfazioni, bellissime infatti sono state sia War & Peace sia la monumentale The Hollow Crown: The Wars Of The Roses che ha messo in scena l'Enrico VI parte I e II e il Riccardo III con un meraviglioso, spaventoso e cattivissimo Benedict Cumberbatch nei panni del ruolo eponimo, c'è poco da fare quando la BBC e Shakespeare fanno squadra non ce n'è per nessuno, si può solo ammirare e applaudire (e comprare i dvd ovviamente). E a proposito di The Hollow Crown, quest'anno si è rinnovato il sodalizio tra l'emittente britannica e Tom Hiddleston che dismessi i panni di re Enrico V si è calato invece in quelli della spia per l'adattamento del romanzo di Le Carrè, The Night Manager. Una serie che rispecchia moltissimo i ritmi lenti e posati della prosa di Le Carrè ma che allo stesso tempo ti tiene incollato allo schermo perché vuoi, devi sapere cosa succederà e come si concluderà la vicenda. Le fangirl di tutto il mondo ringraziano per i moltissimi primi piani del bel Tommaso!
Alla sua definitiva conclusione è arrivata anche Mr. Selfridge, la deliziosa serie targata ITV che ci ha raccontato vita, successi e fallimenti del noto imprenditore Harry Selfridge, un finale dolce amaro ma fedele alla veridicità storica. Mi mancherà non poter più vagare per le sale del meraviglioso negozio in compagnia di tutti i personaggi.
Definitivamente concluse sono anche Galavant, la simpatica commedia musicale ambientata in un improbabile medioevo, e Agent Carter, dedicato all'eroina Marvel fondatrice dello S.H.I.E.L.D. Non so come esprimere la tristezza che la cancellazione di questi due show mi provoca, due serie diversissime tra loro ma brillanti e divertenti che purtroppo non hanno incontrato il favore del grande pubblico... shame on you people! 
Semplicemente in pausa stagionale sono invece Black Sails, di cui parlo in maniera più approfondita qui, House of Cards e Vikings. Tre serie che amo e che inserisco tra i top di questa annata, ottime storyline, personaggi forti e ritmi sempre incalzanti, non vedo l'ora di riprendere il largo a bordo della Walrus o di un drakkar vichingo oppure di seguire le mille macchinazioni di Frank e Claire Underwood, machiavellica e spietata coppia presidenziale. Per colpa di House of Cards che ha deciso di inserire nel cast un tipo belloccio come non ne se sono mai visti all'interno della serie (mi perdonino i fan di Kevin Spacey), quel Joel Kinnaman che presto vedremo al cinema con il cinecomic Suicide Squad, mi sono sentita in dovere di recuperare qualche altro lavoro dell'attore scandinavo, ho quindi iniziato e divorato The Killing, serie poliziesca che intreccia crimini dai ritmi incalzanti e le vite complicatissime di due detective: Sarah Linden, interpretata da Mireille Enos, e Stephen Holder, interpretato appunto da Joel Kinnaman. Che dire a parte che questa serie va recuperata e che una volta iniziata il binge watching è praticamente inevitabile?
Mi sono tuffata nel mondo della musica anni '70 con Vinyl, serie HBO che vede riformarsi il duo che ci ha regalato la stupenda Boardwalk Empire, ovvero Martin Scorsese e Terence Winter. La serie racconta le vicende di Richie Finestra, produttore musicale e proprietario di una casa discografica, interpretato da quel Bobby Cannavale che abbiamo visto proprio in Boardwalk Empire nel ruolo di Gyp Rosetti, ruolo che ha fruttato all'attore anche un premio Emmy, La vita di Richie, tutta sex, drugs and rock 'n' roll come c'era da aspettarsi, si snoda tra le continue difficoltà con la casa discografica sempre sull'orlo del fallimento, una vita familiare e privata turbolenta, e il mitico beat anni '70 che vede emergere sulle proprie scene musicali il prorompente genere rock. A complicare il tutto anche un omicidio, il punto della trama che mi crea più perplessità in quando sembra avvicinare pericolosamente il focus della storia a quello di Boardwalk Empire, insomma ribattere ancora sul tasto della malavita organizzata non sembra indizio si grande originalità. Preoccupa anche l'addio per divergenze artistiche di Terence Winter sebbene la serie sia già stata rinnovata per una seconda serie, possiamo solo attendere e vedere che succederà a Mr. Finestra.
Bellissima ma su questo non avevo dubbi, è stata anche la seconda serie di Daredevil che ha confermato le buonissime premesse gettate dalla prima stagione. Non era facile mantenere quello standard qualitativo ma Netflix e la Marvel hanno tirato fuori un altro coniglio dal cilindro. In una serie che ci mostra il lato più duro e crudo rispetto ai toni più leggeri degli altri prodotti della Marvel, a svettare su tutti è stato il Punitore di Jon Bernthal: vendicativo, spietato, commovente, oltre alle riconferma del trio Charlie Cox, Deborah Ann Woll e Elden Henson. Se nella prima stagione il Wilson Fisk di Vincent D'Onofrio aveva letteralmente rubato la scena, in questa seconda stagione la medaglia al merito va sicuramente a Frank Castle, e tale è stato il successo del personaggio che Netflix ha deciso di dedicargli una serie tutta sua, ringraziamo e attendiamo con ansia. Meno incisiva, almeno per il mio gusto personale, la Elektra Natchios di Elodie Yung, se Karen e Claire spiccano per essere donne coraggiose che si esaltano nella loro normalità, Elektra sembra portare tutto all'eccesso, ennesima femme fatale di cui non avvertivo la necessità.
Ho concluso anche Manhattan ma non saprei che dire visto che la serie è un'accozzaglia di storie che non approdano da nessuna parte, soprattutto la seconda stagione. Male, male davvero.

In corso...

Oltre agli amori di lunga data come Game Of Thrones che sembra aver trovato nuova linfa vitale da quando si sono abbandonati i libri per seguire una storia del tutto slegata ma controllata sempre dal vigile Martin, ogni episodio è ricco di avvenimenti e i personaggi più decisi e definiti. Ci piace. Così come Penny Dreadful arrivata alla sua terza stagione e la cui scena viene costantemente rubata dalla Vanessa Ives di Eva Green e dalla Creatura di Rory Kinnear, due attori stratosferici forse poco considerati che stanno letteralmente facendo faville in questa serie che raccoglie sotto lo stesso tetto tutti i personaggi principali della letteratura gotica ottocentesca.
Su livelli sempre altissimi viaggia anche Peaky Blinders, serie BBC ambientata in quel di Birmingham che ci mostra le vicende della famiglia Shelby e dei suoi non proprio onestissimi commerci. Cillian Murphy guida un ottimo cast proprio come Tommy Shelby guida la propria famiglia. la serie è già stata rinnovata per una quarta e quinta stagione, raise a glass of wiskey!
New entry, fresche fresche sono invece Blindspot che mescola una buona dose di complotti, una donna ricoperta di tatuaggi che non ricorda proprio nulla e un diligente agente FBI perseguitato da un fatto accaduto quando era solo un bambino e interpretato da quel Sullivan Stapleton che ho già visto in Strike Back. Solo alla prima puntata è invece Preacher che però mi incuriosisce molto, e poi nel cast c'è Dominic Cooper!

Abbandonate...

Ho detto addio a Sleepy Hollow, dopo aver scoperto cosa sarebbe successo nel season finale ho deciso che le nostre strade dovevano separarsi. Così come ho definitivamente abbandonato la seconda stagione di Fargo, sarà sicuramente un mio limite che non mi ha permesso di apprezzare questa stagione osannata praticamente da tutti ma questo continuo ondeggiare da una storyline all'altra non mi ha convinta per niente. Vedremo che succederà con la terza!

Coming soon...

All'orizzonte si intravedono già la terza e ultima (sigh!) stagione di The Musketeers, sicura che diremo degnamente addio alla Francia del '600 e alla corte di Re Luigi XIII, in compagnia di Athos, Porthos, Aramis e D'Artagnan. Nel cast di quest'anno troveremo Rupert Everett nel ruolo di uno dei tanti, tantissimi, fratelli illegittimi di Re Luigi e le sue intenzioni sono tutt'altro che buone.
In estate ritorneremo invece nella lontana Cina in compagnia di Marco Polo, la serie Netflix verrà interamente rilasciata, come d'uso, il primo luglio. Mentre a giugno, secondo programmazione Sky, attraverseremo di nuovo il magico cerchio di pietre e ci ritroveremo nella Scozia di Outlander, sono previste escursioni in quel di Francia... *sing me a song of a lass that is gone. Say, could that lass be I?*

E anche per questa volta siamo giunti alla fine, a presto e buona scorpacciata di serie tv!

venerdì 27 maggio 2016

Let's talk about tv series: BLACK SAILS SEASON 3

STAGIONI: 3
STATO: in corso.
EMITTENTE: Starz
CAST: Toby Stephens (Capitano Flint), Luke Arnold (John Silver), Hanna New (Eleanor Guthrie), Zach McGowan (Capitano Charles Vane) [more].

“I was no one, and then you came, and my island fell, and I became something else. On the night I confiscated the pardon rolls, the night I started becoming, I made clear my position there would be two sorts of men on the island going forward, those like Captain Vane, determined to stand by their oath to the very end, and those like Captain Throckmorton, happy to be the first to betray it. And thus, as always, to traitors, Captain Throckmorton’s black spot will not be the last. Ignore it, and join him. Heed it, and reclaim your place amongst us. Until then, I remain Long John Silver.”


Black Sails è una serie sui pirati.
Già, sette parole, un punto alla fine e la recensione potrebbe essere finita qui, infondo chi non vuole vedere una serie che racconta le avventure dei pirati? Ma ovviamente mi tocca dire qualcosa di più, sia per coloro che non si sono lasciati convincere dalla frase sentenziosa scritta all’inizio (ma vi giudico, sappiatelo) sia perché Black Sails merita qualche parola in più.
Procediamo con ordine, prima di tutto cos’è Black Sails? È una serie prodotta dalla Starz e giunta già alla sue terza stagione, che è da poco andata in onda non solo in America ma anche qui in Italia sulla piattaforma satellitare Sky. Non è una serie di cui ci si innamora immediatamente, è bene chiarirlo subito, bisogna avere un po’ di pazienza, superare la bonaccia e, almeno per la prima stagione, fidarsi un po’ degli autori e delle premesse per poi lanciarsi in mare aperto con la seconda serie mentre con la terza, ormai da scafati marinai, ci lanceremo in piena tempesta, una tempesta che però non ci farà paura forti di quanto appreso nella difficile prima serie. Quella di Black Sails è una storia che parte in sordina dunque, ma in fin dei conti il sacrificio ripaga con dei personaggi ben definiti e i cui archi narrativi sono ben delineati, gli scarti, le evoluzioni (ma anche le involuzioni) non sono mai casuali. Esatto, il punto forte dell’intera storia sono proprio i personaggi…e che personaggi! Infatti la serie si muove su più livelli e unisce storia e letteratura, oltre a una buona dose di fantasia ovviamente, perché se da una parte racconta con esattezza cosa sia la pirateria del XVI secolo, dall’altra Black Sails si propone come il prequel ideale de L’Isola del Tesoro di R.L. Stevenson, il celeberrimo libro sui pirati.

mercoledì 25 maggio 2016

Let's talk about movies: CAPTAIN AMERICA: CIVIL WAR

TITOLO ORIGINALE: Captain America Civil War.
REGISTA: Anthony & Joe Russo.
ANNO: 2015
CAST: Chris Evans (Steve Rogers/Captain America), Robert Downey Jr. (Tony Stark/Iron Man), Scarlett Johansson (Natasha Romanoff/Black Widow), Sebastian Stan (Bucky Barnes/Winter Soldier), Chadwick Boseman (T'Challa/Black Panther), Anthony Mackie (Sam Wilson/Falcon), Elizabeth Olsen (Wanda Maximoff/Scarlet Witch) [more]

"Compromise where you can. But where you can’t, don’t. Even if everyone is telling you that something wrong is something right. Even if the whole world is telling you to move, it is your duty to plant yourself like a tree, look them in the eye and say ‘no, you move’."


Siamo stati abituati a vederli combattere insieme, infatti ogni film di casa Marvel è servito come tassello per portare alla costruzione del più grande gruppo di supereroi, gli Avengers, (ma non solo, pensiamo ad esempio anche ai Guardiani della Galassia, i cugini più scanzonati degli Avengers) che per proteggere la Terra hanno messo in comune abilità e buoni propositi; ma si sa che non sempre alla volontà di far del bene corrisponde un risultato efficace, ogni azione ha una sua reazione, spesso imprevedibile, e soprattutto c'è sempre un prezzo da pagare.
Su queste basi si costruisce il terzo episodio della saga di Captain America, quello che apre la strada alla fase tre della Marvel che ci porterà dritti dritti verso Avengers Infinity War. Alla regia ritornano i fratelli Russo, reduci dall'ottimo The Winter Soldier e proprio come nel loro film precedente si concentrano sugli avvenimenti e la psicologia dei personaggi seppur arricchendo il film con sequenze di combattimento spettacolari, tipiche dei cinecomic, ed essendo capaci di gestire un cast molto più nutrito rispetto al loro film precedente; oltre ad alcune vecchie conoscenze come Iron Man o Vedova Nera, devono infatti occuparsi di introdurre due nuovi supereroi: T'Challa re di Wakanda aka Black Panther (Chadwik Boseman) e il simpatico e (finalmente) giovanissimo Spiderman di Tom Holland.
La Civil War del titolo è scatenata dalla necessità di dover sottoporre i supereroi ad un controllo più stretto perché persino coloro che combattono per salvare quante più persone possibile non sempre riescono nel loro intento, lo sperimenta sulla propria pelle per la prima volta Wanda Maximoff, ma analizzando l'intera carriera dei nostri eroi risulta evidente come ognuno di loro abbia contribuito alla salvezza comune portandosi però dietro una non indifferente striscia di sangue versato da innocenti, quegli stessi innocenti che cercano di salvare.

martedì 3 maggio 2016

Book Haul ~ Febbraio, Marzo & Aprile 2016

Ecco cosa si ottiene quando non si è puntuali con le proprie scadenze, il progetto della rubrica mensile è ovviamente andato a farsi benedire, ma almeno ecco qui un book haul bello sostanzioso e pieno di bei libri, alcuni suppongo soltanto che lo siano mentre di altri ne sono sicura perché li ho già letti, almeno sarò lentissima ad aggiornare il blog ma la lettura procede a ritmo spedito!

LA VERA STORIA DEL PIRATA LONG JOHN SILVER di Bjorn Larsson, edizione Iperborea.
Su questo meraviglioso romanzo non mi dilungherò troppo, potete trovare la mia recensione qui. Consiglio di leggerlo perché è un romanzo bellissimo, ben scritto e che può appassionare sia gli amanti dell'avventura sia coloro che cercano un racconto più introspettivo che indaga anche la psiche dei personaggi.


L'ULTIMA AVVENTURA DEL PIRATA LONG JOHN SILVER di Bjorn Larsson, edizione Iperborea.
È un piccolo racconto, quasi un capitolo sfuggito dal romanzo di cui parlo sopra, lo stesso scrittore ha affermato di aver ritrovato le pagine per caso e di aver deciso di pubblicarlo, probabilmente per goderne appieno è necessario aver letto La vera storia del pirata Long John Silver altrimenti poco si capirebbe del contesto, ma allo stesso tempo è un buon modo per ritrovare personaggi e atmosfere di cui si sente la mancanza una volta ultimato il romanzo vero e proprio.

L'ISOLA DEL TESORO di R.L. Stevenson, edizione Giunti Junior.
Si, faccio mea culpa, non avevo mai letto il celeberrimo romanzo di Stevenson, purtroppo (o per fortuna, non saprei) da piccola non mi sono dedicata molto alla letteratura per ragazzi, dalle fiabe Disney e dalle Fiabe Sonore sono passata direttamente alla letteratura "per adulti", compagne della mia fine-infanzia/pre-adolescenza sono state Jane Austen, Emily Bronte e Agatha Christie. La spinta decisiva per leggere questo libro mi è arrivata da Black Sails che,  per chi ancora non lo sapesse, è una bellissima serie sui pirati che si propone di raccontare proprio la storia prima degli eventi narrati ne L'Isola del Tesoro, e devo ammettere che una volta lette le avventure del giovane Jim Hawkins e del terribile Long John Silver la serie televisiva si apprezza anche di più.

FLINT & SILVER, PIECES OF EIGHT, SKULL & BONES di John Drake, edizione Harper and Collins.
Si, questi mesi sono stati caratterizzati da una vera e propria "pirates obsession" da cui non sono ancora guarita. Questi romanzi si propongono di narrare gli eventi prima de L'Isola del Tesoro, si proprio come la serie Black Sails anche se le storie non hanno proprio niente in comune tra di loro, tuttavia non sorprende che molti autori abbiano voluto esplorare e immaginare cosa possa essere accaduto prima del romanzo di Stevenson dato che la vita dei personaggi e parte della storia non ci vengono raccontati attraverso notizie di prima mano ma attraverso i ricordi, piccoli riferimenti e spezzoni di discussioni dei diversi personaggi del romanzo dello scrittore scozzese, insomma se c'è un romanzo che offre un territorio fertile per immaginare prequel e sequel quello è certamente L'Isola del Tesoro. John Drake nello specifico ha voluto immaginare cosa abbia potuto portare allo scontro tra i due pirati più celebri della letteratura: Flint e John Silver, prima amici e poi nemici giurati. Io ho letto i primi due episodi di questa trilogia, forse a tratti la storia si fa troppo lunga e ingarbugliata ma è comunque una lettura semplice e rilassante ottima per staccare per un po' la spina e partire all'avventura.

L'ARMATA DEI SONNAMBULI di Wu Ming, edizione Einaudi.
Dopo aver letto Altai ero curiosa di leggere qualche altro libro pubblicato da questo collettivo di scrittori, bazzicando per caso alla Feltrinelli (per caso un corno perché bene o male sono lì quasi tutti i fine settimana) mi sono imbattuta in un'offerta interessantissima: lo sconto del 25% su tutto il catalogo Einaudi, per chi conosce un po' questa casa editrice conosce innanzitutto il prezzo medio di un volume da loro pubblicato e soprattutto sa che trovare i loro libri in sconto è evento raro, ne ho quindi subito approfittato, nonostante una mia cara amica cercasse di trascinarmi fuori dalla libreria, e ho pensato bene di acquistare un altro libro dei Wu Ming, inizialmente avevo preso Q (che va sotto il nome di Luther Blisset, pseudonimo precedente dei Wu Ming) che narra gli eventi precedenti a quelli narrati in Altai ma poi leggendo la trama de L'Armata dei Sonnambuli ho deciso di acquistare questo perché al richiamo della rivoluzione francese non si può proprio resistere...vedremo se la mia è stata una scelta saggia.

POESIE di William Butler Yeats, edizione Mondadori.
Il libro inaspettato di questo book haul, cercavo un'edizione usata di Via Col Vento, ovviamente non l'ho trovata, per consolarmi ho preso questo volumetto di poesie, una raccolta di versi scelti, del poeta irlandese, conosco alcune delle sue poesie e mi sembrava il momento di espandere questa conoscenza. Unica pecca: nella raccolta non è presente la mia poesia preferita di Yeats, tra l'altro anche molto famosa, peccato!

VIA COL VENTO di Margaret Mitchell. edizione Mondadori.
Avevo iniziato a leggerlo in ebook, ma siccome mi sta piacendo particolarmente ho deciso di acquistarlo in cartaceo, questa sarà una lettura lenta e misurata perché sto partecipando al Salotto di Lettura della carissima Pennylane, siamo arrivati a metà romanzo e sebbene conoscessi già la storia perché ho visto più volte il film, il romanzo risulta comunque gradevole, meravigliose le descrizioni dei paesaggi e interessante il racconto storico della guerra di Secessione, il punto di vista adottato ovviamente è quello degli stati Confederati (che da quella uscirono sconfitti), l'unica cosa che non riesco a mandar giù è la scarsa considerazione che si ha delle persone di colore, sappiamo benissimo come negli stati del sud la schiavitù fosse legale e come quelli del nord si siano battuti per la sua eliminazione ma la sensazione che si ha leggendo il romanzo è che essenzialmente nessuno dei due schieramenti abbia davvero a cuore l'emancipazione dei "negri" che viene ridotta ad una mera questione di principio, cavillo su cui litigano i bianchi ma di cui nessuno in sostanza si vuole occupare, più di una volta leggendo le pagine del romanzo mi sono ritrovata ad arrabbiarmi e a volerlo scaraventare giù dalla finestra, ma immagino che siano anche alcune delle reazioni che l'autrice di prefiggeva di ottenere dai suoi lettori, almeno spero.
Alleggerendo un attimo i toni, si combatte aspramente una battaglia tra il Team Rhett e il Team Ashley ma a quanto pare, sebbene io non resti indifferente al fascino da canaglia di Mr. Butler, sono l'unica che si è fatta carico di difendere il povero Ashley, carattere meno energico rispetto a Rhett, ma molto riflessivo e introspettivo... non poteva non piacermi!

LO HOBBIT, UN VIAGGIO INASPETTATO di J.R.R. Tolkien, edizione Bompiani.
La botta di fortuna, per non dire altro, di questo book haul. Ho più volte parlato degli acquisti effettuati al Libraccio, sia di volumi nuovi che usati, e di come mi sia sempre trovata bene con il servizio da loro offerto, adesso non posso che confermare la mia opinione. Il libro in questione era nella mia wishlist da parecchio tempo, possedevo già una copia del romanzo di Tolkien, riletto più e più volte, ma questa è un'edizione speciale che aveva attirato la mia attenzione, si tratta infatti di un volume molto curato, rilegato, la cui copertina di tessuto è decorata con una graziosa illustrazione e motivi dorati e al cui interno sono presenti altrettante bellissime illustrazioni, unico problema il prezzo un po' proibitivo, 25€, soprattutto per un libro la cui storia sarebbe stata un doppione nella mia libreria, avevo abbandonato le speranze quando in mio soccorso è arrivata una provvidenziale mail del Libraccio che mi offriva uno sconto del 65% sul prezzo di copertina di un libro della sezione remainders se avessi risposto alle domande di un questionario che ho ovviamente compilato prontamente. Risultato? Ho ricevuto direttamente a casuccia questo magnifico volume per soli 8,75€, il sole brilla e gli uccellini fischiettano, la vita è una cosa meravigliosa!

STRANE CREATURE di Tracy Chevalier, edizione Neri Pozza.
Il 23 aprile per la giornata mondiale del libro si è tenuta nella mia città una manifestazione atta a promuovere la piccola editoria e in generale le librerie e la lettura, in una delle vie principali della città, chiusa al traffico, sono stati allestiti vari banchetti, alcuni proponevano nuove pubblicazioni, sopratutto di autori emergenti, altri invece vendevano libri usati o a prezzi scontati. In una di queste bancarelle ho trovato questo romanzo della Chevalier, l'autrice de La Ragazza Con L'Orecchino Di Perla, di cui avevo sentito parlare e che ero curiosa di leggere, il libro poveretto non è in ottime condizioni ma per tre euro valeva certamente la pena prenderlo.

TANCREDI, CONTE DI LECCE E RE DI SICILIA di AA.VV., edizione Congedo Editore.
Colpo di fortuna number 2! Ebbene si, dopo l'acquisto super scontatissimo de Lo Hobbit, ho anche scovato questo bellissimo volume di storia, rilegato, pieno di illustrazioni e foto e stampato su una bella carta spessa e lucida. Si tratta di una raccolta di interventi pronunciati ad una convention tenutasi presso l'Università di Lecce che vertono tutti sulla figura di Tancredi, conte di Lecce e re di Sicilia, si tratta dell'ultimo discendente della nobile casata degli Altavilla che hanno regnato in Sicilia durante l'epoca della dominazione Normanna. È un personaggio storico di cui so relativamente poco e mi è sembrato giusto scoprirne qualcosa in più, lo sconto del 50% ha certamente facilitato la faccenda.

AUGUSTO di Augusto Fraschetti, edizione Laterza.
Storia romana e Augusto, serve dire altro su questo piccolo saggio storico? No, credo proprio che basti così.

L'HO SPOSATO, LETTORE MIO di AA.VV., edizione Neri Pozza.
Ritorna Tracy Chevalier che ha curato una raccolta di racconti che vertono tutti sulla celebre frase del romanzo Jane Eyre di Charlotte Bronte: "L'ho sposato, lettore mio". La raccolta si propone come omaggio e riflessione sulla famosa scrittrice inglese di cui quest'anno si celebrano i 200 anni dalla nascita.

HOW TO BE A VICTORIAN di Ruth Goodman, edizione Liveright.
Libro che si prospetta divertente e leggero ma anche molto interessante visto che fornisce una serie di consigli per essere un/una perfetto/a gentiluomo/donna dell'epoca vittoriana, quanto ci scommettiamo che a fine lettura agognerò, più del solito, un ampio vestito dalle gonne fruscianti?




E si conclude qui il book haul di ben tre mesi! E voi cosa avete acquistato? Avete anche voi fatto dei affaroni come me? Let me know!

sabato 30 aprile 2016

Let's talk about books: I NORMANNI NEL SUD ~ IL REGNO NEL SOLE

Per la serie "a blast from the past", ripropongo una mia vecchia recensione di due saggi storici che mi sono particolarmente cari, sia per il tema trattato che per la persona che ha posseduto i due volumi prima di me. Queste mie brevi considerazioni erano state postate nella versione precedente di questo blog e l'articolo risale al 21 luglio del 2013.
~ ~ ~
TITOLO: I Normanni nel Sud / Il Regno nel Sole.
TITOLO ORIGINALE: The Normans in the South / The Kingdom in the Sun.
AUTORE: John Julius Norwich.
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1971/1972 (prima edizione 1967/1970).
CASA ED.: Mursia Editore.

Copertina della prima edizione
del libro
La passione per i fatti storici mi accompagna da sempre e ogni tanto (spesso) mi capita di provare curiosità verso un personaggio o un determinato periodo storico e allora devo procurarmi maggiori informazioni, è quasi un bisogno fisico pari a quello di mangiare o bere. A volte può bastare spulciare in modo approfondito Wikipedia ma altre volte il supporto di un buon libro è davvero necessario. Questi due libri di cui mi accingo a parlare li ho scovati per caso, appartenevano a mia nonna e si può dire che mi siano capitati tra le mani proprio al momento giusto, da sempre affascinata dalla dinastia normanna e reduce dalla visione della prima stagione di Vikings mi sono dedicata a qualche ricerca veloce sui protagonisti per capire quando c'era di inventato e quanto invece poteva risalire a fatti effettivamente avvenuti. 
Il Regno nel Sole
prima edizione.
Ho scoperto che il mio personaggio preferito della serie, Rollo, non è altri che il capostipite dei Duchi di Normandia, coloro che nel 1066 conquisteranno l'Inghilterra grazie al coraggio di Guglielmo il Conquistatore e che sempre animati da un forte spirito di avventura si spingeranno fino al Sud Italia dove creeranno il Regno di Sicilia. I due libri sono opera di John Julius Norwich, prima ambasciatore britannico presso Belgrado e Beirut e poi scrittore a tempo pieno. Quasi un novello Goethe che dopo un viaggio in Sicilia e nel sud della penisola italiana, affascinato dai resti di questa antica civiltà che accomuna Italia e Inghilterra, decise appunto di scrivere sulla nascita del mito normanno.

mercoledì 27 aprile 2016

Let's talk about tvseries: VIKINGS S04E09-10 ~ Death All 'Round & The Last Ship

STAGIONI: 4
STATO: in corso.
EMITTENTE: History Channel.
CAST: Travis Fimmel (Ragnar), Katheryn Winnick (Lagertha), Clive Standen (Rollo), Peter Franzén (King Harald Finehair), Gustaf Skarsgard (Floki) [more].


Quando è stato annunciato che la quarta stagione di Vikings sarebbe stata composta da ben venti episodi, oltre alla piacevole opportunità di poter trascorrere più tempo nel fantastico mondo vichingo in compagnia dei nostri guerrieri preferiti, è stato fin subito chiaro che i primi dieci episodi avrebbero dovuto gettare le basi per la seconda parte della stagione, quella che si prospetta essere la più ricca di eventi significativi. E così è stato, con gli episodi che si sono concentrati sulla parabola discendente di Ragnar e sulla maturazione interiore dei vari personaggi, insomma di eventi significativi che abbiano fatto progredire la trama come successo nelle stagioni precedenti non ce ne sono stati molti e fin dall'inizio si è puntato molto sull'incontro-scontro ormai inevitabile e definitivo tra Rollo e Ragnar. Ne hanno pagato il prezzo soprattutto le vicende del regno del Wessex che oltre ad un paio di complotti e a un re Ecbert capace di rubare sempre la scena è rimasto decisamente relegato in secondo piano, con in più la possibilità dell'apertura di un nuovo fronte narrativo, il viaggio di Alfred a Roma potrebbe significare tutto e niente ovviamente ma che l'arrivo della piccola delegazione inglese possa essere il mezzo attraverso cui portare la notizia del pericolo vichingo anche in terra italica non sembra essere un'idea del tutto campata in aria, dopotutto la mappa in possesso di Bjorn ci mostra le coste italiane e sappiamo che il giovane guerriero vorrebbe finalmente intraprendere un viaggio di scoperta e conquista tutto suo, svincolandosi così dall'ingombrante figura paterna.

sabato 23 aprile 2016

Meravigliosa-Mente (l'angolo della poesia) - VIVA WILLIAM SHAKESPEARE!

BUON SHAKESPEARE DAY!


Oggi, 23 aprile, si celebrano contemporaneamente il giorno di nascita e di morte del grande Bardo inglese che ci ha emozionati e stregati con le sue grandi opere teatrali e i suoi sonetti. E voi come festeggerete? Io mi sono dedicata alla rilettura di alcuni dei miei versi preferiti e in più qualche giorno fa ho visto al cinema l'Amleto con Benedict Cumberbatch nel ruolo eponimo. 
Vi lascio con alcune delle mie citazioni preferite e spezzoni di video, tutti dedicati al caro zio Will ovviamente.


"Uneasy lies the head that wears a crown"
Henry IV


"I could be bounded in a nutshell and count myself a king of infinite space, 
were it not that I have bad dreams." 
Hamlet
~
"Stars, hide your fires;
Let not light see my black and deep desires."
Macbeth


"Not that I loved Caesar less, but that I loved Rome more"
~
"Cowards die many times before their deaths.
The valiant never taste of death but once."
~
"The fault, dear Brutus, is not in our stars, But in ourselves, that we are underlings."
Julius Caesar


"Oh, beware, my lord, of jealousy!
It is the green-eyed monster which doth mock
The meat it feeds on."
Othello
~
"Sigh no more, ladies, sigh no more,
 Men were deceivers ever,
 One foot in sea and one on shore,
 To one thing constant never.
 Then sigh not so, but let them go,
 And be you blithe and bonny,
 Converting all your sounds of woe
 Into Hey, nonny nonny.
 Sing no more ditties, sing no mo
 Of dumps so dull and heavy.
 The fraud of men was ever so,
 Since summer first was leavy.
 Then sigh not so, but let them go
 And be you blithe and bonny,
 Converting all your sounds of woe
 Into Hey, nonny nonny." 
Much Ado About Nothing

Ricordo inoltre che oggi si festeggia anche il World Book Day, ovvero la giornata mondiale del libro, quale migliore occasione quindi per leggere le opere dello zio Will?

Qui e Qui invece trovate le mie due recensioni dell'Amleto (Benedict Cumberbatch) e di Macbeth (Michael Fassbender).

mercoledì 20 aprile 2016

Let's talk about movies: NATIONAL THEATRE LIVE: AMLETO

TITOLO ORIGINALE: Hamlet
REGISTA: Lindsey Turner, Robin Lough.
ANNO: 2015
CAST: Benedict Cumberbatch (Amleto), Ciaràn Hinds (Claudio), Anastastia Hille (Gertrude), Leo Bill (Orazio), Kobna Holdbrook-Smith (Laerte), Sian Brooke (Ofelia), Jim Norton (Polonio) [more]
"I could be bounded in a nutshell and count myself a king of infinite space, were it not that I have bad dreams."

Come si fa a parlare di quell’opera straordinaria che è l’Amleto, o Hamlet che dir si voglia, di William Shakespeare? Come si può rendere nero su bianco il vortice di emozioni, i diversi piani di lettura, la profondità dei personaggi e il dramma degli eventi narrati? La trama è inutile sottolinearla, è nota a tutti: il giovane principe Amleto scopre che lo zio Claudio, ora re, ha ucciso barbaramente suo padre e legittimo re di Danimarca, e spinto dall’apparizione del fantasma del padre pianifica la sua vendetta; ma scriverne in proposito non è un lavoro facile, L’Amleto è una delle opere più famose del Bardo inglese e anche una delle più lunghe con i suoi cinque atti e più di tremila versi, eppure nonostante la sua complessità stiamo parlando di una delle opere di Shakespeare più rappresentate e con cui ogni attore degno di questo nome vuole confrontarsi almeno una volta nella propria carriera, quanto a noi spettatori, se siamo amanti del teatro non si può mai dire di no ad una rappresentazione della tragedia del dolce principe danese; ma se in Inghilterra è abbastanza facile riuscire a vedere un buon numero di rappresentazioni shakespeariane, non così in Italia e noi poveri “buffoni della sorte” (cit.) siamo costretti ad accontentarci delle rare occasioni che ci vengono offerte. Se il viaggio fino alla perfida Albione ci è negato non ci resta che arraffare al volo le proiezioni del National Theatre Live tutte offerte dalla Nexo Digital che da un po’ di anni a questa parte si è presa l’onere e l’onore di far conoscere le meraviglie del teatro inglese anche in terra italica, con avverse fortune, tocca sottolineare, ma stavolta il richiamo di Benedict Cumberbatch, uno degli attori di maggior talento del panorama contemporaneo ha sicuramente contribuito a riempire le sale cinematografiche solitamente desolate quando i temi trattati sono un po’ più complicati dei classici toni da commedia nostrana.

venerdì 15 aprile 2016

Let's talk about tvseries: VIKINGS S04E07-08 ~ The Profit And The Loss & Portage

STAGIONI: 4
STATO: in corso.
EMITTENTE: History Channel.
CAST: Travis Fimmel (Ragnar), Katheryn Winnick (Lagertha), Clive Standen (Rollo), Peter Franzén (King Harald Finehair) [more].


Lo hiatus si avvicina, la prima parte di questo lunghissimo viaggio in compagnia dei vichinghi sta per concludersi, ed è anche abbastanza chiaro, soprattutto dopo gli episodi sette e otto, capire quale sarà l'evento catalizzatore di questo primo finale di stagione: Ragnar e i suoi giungono alle porte di Parigi, la razzia sembra essere vicina e sicura, hanno già espugnato la città e nulla fa pensare che ciò non possa accadere di nuovo, in realtà ad aspettare gli uomini del nord non ci sono più dei francesi spauriti e impreparati, complice l'aiuto di Rollo, uomo del nord che ha deciso di sposare (letteralmente!) la causa francese, non senza ottenerne nulla in cambio ovviamente. Il tradimento del fratello non sorprende Ragnar che lo accetta quasi con rassegnazione, sconvolge molto di più Bjorn che con lo zio è sempre stato molto legato.

lunedì 11 aprile 2016

Let's talk about movies: RACE - IL COLORE DELLA VITTORIA

TITOLO ORIGINALE: Race
REGISTA: Stephen Hopkins
ANNO: 2016
CAST: Stephan James (Jesse Owens), Jason Sudeikis (Larry Snyder), Carice Van Houten (Leni Riefenstahl), Jeremy Irons (Avery Brundage), David Kross (Carl "Luz" Long), Barnaby Metschurat (Joseph Goebbels)
"In those ten second, there's no black or white, only fast or slow."

La storia del velocista Jesse Owens è nota a tutti. È una di quelle occasioni in cui storia e sport si legano in modo fortissimo, dove le capacità atletiche travalicano i propri confini fatti di record, minuti, metri e medaglie per parlare d’altro, per denunciare qualcosa, per aprirci gli occhi e dimostrare che ciò che è moralmente giusto non sempre si piega alla follia di chi vorrebbe costruire un mondo plasmato secondo logiche che di logico con hanno proprio nulla. Si, perché il giovane Jesse, nato in Alabama in una famiglia poverissima, partito dal nulla con solo un paio di scarpette e la voglia inestinguibile di correre, correre e solamente correre, più veloce di tutti, è anche quell’uomo straordinario che in tempi altrettanto straordinari si è presentato alle Olimpiadi del ’36, tenutesi in una Germania ormai sotto il controllo nazista, ed è riuscito grazie alle sue prestazioni sportive fuori dall'ordinario a infliggere a Hitler uno smacco non da poco, vincendo proprio sotto il naso del führer ben quattro ori olimpici, non male eh?
Di questa storia fantastica che intreccia sport, storia e conflitti sociali ci racconta Race, film di Stephen Hopkins, che con l’ausilio di una fotografia che ingiallendo i toni ricorda molto da vicino le immagini delle vecchie cineprese e l’utilizzo di una tecnica di ripresa che sembra accelerare e decelerare seguendo gli scarti di un velocista, ci trasporta direttamente al momento prima che Jesse diventi James Owens (Stephan James), il quattro volte campione alle Olimpiadi.

venerdì 1 aprile 2016

The best of... Febbraio & Marzo 2016



Sono stati due mesi pieni di impegni e vuoti di roba da vedere quindi faccio un unico classificone per entrambi i mesi (per questo alcune risposte saranno doppie), sono sicura che verrò perdonata.

LIBRI

Libro preferito: La Vera Storia del Pirata Long John Silver di Bjorn Larsson, non c'erano dubbi in proposito, la recensione la trovate qui.
Personaggio femminile: Dolores, sempre dal libro di Larsson, è un personaggio marginale e senza nome ne L'Isola del Tesoro, qui invece è una donna forte, coraggiosa e con un bel caratterino.
Personaggio maschile: Ovviamente Long John Silver!
Citazione:
“Ho visto il sole tramontare in un mare di fuoco liquido e sorgere come una sfera di rame incandescente. Ho visto la luna far risplendere i veli del cielo notturno come fuochi fatui e rispecchiarsi nel lento respiro delle onde. Ho visto il mare così liscio e l'aria così trasparente che la volta stellata sembrava sdoppiarsi al punto che non si capiva più qual era il sotto e quale il sopra, e pareva di veleggiare dentro a un globo splendente di luci. Ho visto cieli e nubi che un artista avrebbe impiegato un'esistenza intera a cercare di riprodurre.”
Fumetto: //
Poesia: //

FILM

Film preferito (prima visione): Onegin.
Film prefrito (visto e rivisto): L'ultimo dei Mohicani (si mi sono dedicata ai film vecchi).
Attrice preferita: Katie Bates in Misery Non Deve Morire, un mostro...di bravura.
Attore preferito: Ralph Fiennes in Onegin.

SERIE TV

Serie tv preferita: Black Sails e Daredevil.
Miniserie preferita: INXS Never Tear Us Apart.
Attrice preferita: Deborah Ann Woll, una bellissima e fantastica Karen Page in Daredevil.
Attore preferito: Luke Arnold (Black Sails) e Jon Bernthal (Daredevil), scelte scontatissime.
Momento preferito: i dialoghi tra Silver e Flint e la parte conclusiva del decimo episodio di Black Sails. Ogni scena in cui compare Frank Castle (Daredevil) a d o r o!
Momento più commovente: la morte del Capitano Vane mi ha fatto versare parecchie lacrime, un addio forse necessario ma inserito alla perfezione nella trama e molto potente e significativo ai fini della storia. Il monologo di Frank Castle al cimitero mi ha proprio commosso.

mercoledì 30 marzo 2016

Let's talk about tvseries: VIKINGS S04E05-06 ~ Promised & What Might Have Been

STAGIONI: 4
STATO: in corso.
EMITTENTE: History Channel.
CAST: Travis Fimmel (Ragnar), Katheryn Winnick (Lagertha), Clive Standen (Rollo), Peter Franzén (King Harald Finehair) [more].



Promesse e desideri, questi i due temi portanti degli episodi cinque e sei di questa quarta stagione di Vikings, che oscillano tra realtà e visioni, rivincite e terribili disillusioni e rimpianti.
Ragnar è sempre più isolato e chiuso in se stesso, l'unica persona in grado di capirlo e curare la sua tristezza sembra essere Yidu, è lei l'unica che sa risvegliare il re dal suo torpore con il sempre affascinante richiamo di nuove culture e nuove terre che risuona forte nel curioso Ragnar, ma di certo tutto questo non può bastare e il personaggio di Travis Fimmel sembra stia preparandosi ad uscire di scena.

sabato 12 marzo 2016

Let's talk about tvseries: VIKINGS S04E03-04 ~ Mercy & Yol

STAGIONI: 4
STATO: in corso.
EMITTENTE: History Channel.
CAST: Travis Fimmel (Ragnar), Katheryn Winnick (Lagertha), Clive Standen (Rollo), Morgane Polanski (Gisla) [more].


A quanto pare, nonostante in Vikings il tema del viaggio sia onnipresente, nessuno dei suoi personaggi sembra interessato a spostarsi, preferendo invece risolvere i problemi a casa propria. Ma procediamo con ordine: A Kattegat Ragnar sembra essersi ripreso, anche se l'ombra della sua possibile dipartita non si è ancora allontanata del tutto, rimane fissa all'orizzonte e continua a scrutare il re. Sembrano invece peggiorati i rapporti tra Ragnar e Aslaug, che ormai la coppia sia scoppiata è evidente e l'unico legame che ancora trattiene i due è rappresentato dai figli anche se Ivar e le sua salute precaria rappresentano per entrambi motivo di preoccupazione e litigi. Ragnar vorrebbe trattarlo come un bambino normale, com'è giusto che sia, seppur dimenticando troppo spesso i suoi evidenti limiti, mentre Aslaug prende un'ardita decisione e affida l'educazione del figlio niente di meno che a Floki, il reietto è stato infatti riaccolto nella comunità dopo il perdono di Ragnar arrivato su suggerimento di Athelstan, il monaco nonostante la sua tragica morte continua ad essere un personaggio ben presente nella narrazione, la sua richiesta di "pietà" (da qui il titolo del terzo episodio) non può essere ignorata da Ragnar che decide di perdonare l'amico che dopo la morte della figlioletta avuta da Helga ha sofferto abbastanza. Sebbene non risulti ancora chiaro quale sarà il ruolo di Floki da questo momento in avanti, qualche indizio sembra fornircelo lo strano incontro tra il costruttore di barche e il Veggente, è possibile ipotizzare che il destino di Floki si intreccerà ancora più strettamente con le storie e il volere dei suoi tanto amati e rispettati dei.

mercoledì 2 marzo 2016

Let's talk about tvseries: VIKINGS S04E01-02 ~ A Good Treason & Kill The Queen

STAGIONI: 4
STATO: in corso.
EMITTENTE: History Channel.
CAST: Travis Fimmel (Ragnar), Katheryn Winnick (Lagertha), Clive Standen (Rollo), Morgane Polanski (Gisla) [more].


"Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori, le cortesie, l'audaci imprese io canto", iniziava così un famoso poema della letteratura italiana, e con qualche accorgimento e senza voler equiparare un capolavoro letterario con una serie tv, l'incipit potrebbe benissimo essere utilizzato per descrivere l'inizio di questa quarta ed epica stagione di Vikings. Tanto tempo è passato dagli avvenimenti della prima stagione e tanto è cambiato, dalla piccola cittadina di Kattegat, il panorama degli eventi si è allargato a dismisura: non solo la Danimarca ma anche l'Inghilterra, la Francia e probabilmente non mancherà qualche accenno all'Italia. Ma i cambiamenti più importanti non sono solo di tipo geografico, così come si allarga il teatro dell'azione così i personaggi sono cresciuti e continuano a modificarsi. 

venerdì 26 febbraio 2016

Let's talk about books: LA VERA STORIA DEL PIRATA LONG JOHN SILVER

TITOLO: La vera storia del pirata Long John Silver.
TITOLO ORIGINALE: Long John Silver: Den äventyrliga och sannfärdiga berättelsen om mitt fria liv och leverne som lyckoriddare och mänsklighetens fiende.
AUTORE: Björn Larsson
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2011 (prima edizione 1995)
CASA ED.: Iperborea
"Perché voglio dirti una cosa, una volta che sei stato libero e padrone di te stesso in mare, e liberi lo si è davvero, sarebbe peggio della morte tornare a ubbidire come uno schiavo."
Chi non ha mai letto o ascoltato il ritornello che fa "quindici uomini sulla cassa da morto e una bottiglia di rum"? Chi per carnevale da bambino (ma non solo) non ha desiderato vestirsi da pirata con tanto di cappello indossato di sbieco e benda sull'occhio?
I pirati fanno ormai parte del nostro immaginario collettivo, ce li immaginiamo malvagi, senza paura, armati fino ai denti, sempre pronti a prendere d'assalto navi cariche d'oro e scialacquare i loro averi così duramente guadagnati in fiumi di rum. Questa descrizione di certo ha i suoi riscontri nella realtà, provate a chiederlo alla marina inglese e spagnola di inizio '700! Eppure i pirati sono delle figure affascinanti, simbolo di resistenza e della voglia di libertà. Ultimamente stiamo anche assistendo ad un revival del genere, oltre agli spiritosi film della saga de I Pirati dei Caraibi, l'emittente Starz con la serie Black Sails (la terza stagione è ora in onda in Italia su AXN, canale della piattaforma Sky) ha ben pensato di mescolare realtà e finzione, storia e letteratura e riportare in auge le avventure piratesche, rifacendosi e rimodellando il libro sui pirati per antonomasia: L'Isola del Tesoro di Robert Louis Stevenson. L'avventura del giovane Jim Hawkins è nota a tutti, così come già noti suonano al nostro orecchio i nomi del capitano Flint, di Billy Bones e soprattutto dell'antagonista principale della storia, Long John Silver, il pirata astuto e machiavellico con una gamba sola e un pappagallo sulla spalla. Divenuto una figura iconica, se si riflette meglio sul racconto di Stevenson è però possibile notare come il suo personaggio, come del resto l'intero equipaggio della nave Walrus, venga presentato dall'autore scozzese in medias res, quel poco che sappiamo sul tesoro, la nave, Flint e tutti gli altri marinai lo scopriamo a spizzichi e bocconi attraverso le battute degli altri personaggi o da quanto racconta lo stesso Silver, in generale comunque ne sappiamo molto poco.

giovedì 25 febbraio 2016

Let's talk about books: TAG GAME ~ 25 BOOKISH THINGS

A me i tag games piacciono tantissimo, soprattutto quando ho la possibilità di parlare di libri, e quando la graziosissima PennyLane on the Tube mi ha taggata in questo giochino non potevo non partecipare, ecco qui le mie venticinque cose "librose".

  1. Da quando ho imparato a leggere non ho mai smesso di farlo. Nel rarissimo caso in cui non abbia un libro a portata di mano vanno bene anche i libretti d'istruzioni e le etichette dei bagnoschiuma.
  2. Nonostante io sia sempre stata una grande lettrice sono piuttosto ignorante sulla letteratura per ragazzi, non ho mai particolarmente amato le fiabe e ho cominciato a leggere libri "per adulti" molto presto. (Dopotutto le letture preferite quando ero a casa di mia nonna erano i Canti di Leopardi o la Divina Commedia).
  3. Non posso fare a meno di stupirmi quando qualcuno mi dice che non legge o odia farlo. Mi sono sempre chiesta cosa ne facciano della loro vita queste persone.
  4. Mi piacciono tantissimo i libri usati e le loro pagine ingiallite dal tempo. Inoltre permettono di risparmiare qualche soldino che non è mai una brutta cosa. Di conseguenza mi piacciono i mercatini e i negozi dell'usato. Rovistare tra pile e pile di libri e trovare il volume tanto agognato è una delle soddisfazioni più grandi che la vita possa offrire.
  5. Non compro libri di una casa editrice solo perché questa è "chic", a me interessa il libro, quello che dice, il pensiero dell'autore, la "ciccia" insomma.
  6. Se mi metto in testa che devo leggere un libro devo assolutamente leggerlo e non importa se la libreria è piena di libri ancora da leggere o se ne ho già un paio in lettura.
  7. I libri che sto leggendo vanno categoricamente posati sul comodino, stessa cosa per il Kindle che conservo nel cassetto del comodino.
  8. Leggo soprattutto la sera (diciamo anche di notte) e dopo pranzo.
  9. Per molti anni ho sopportato di buon grado l'estate solo perché potevo dedicarmi a intense maratone letterarie. Posso dire che se non ci si fosse messa in mezzo l'università a quest'ora avrei letto la Ricerca del Tempo Perduto almeno tre volte.
  10. Non riesco mai a seguire una TBR perché immancabilmente mi fisso su un argomento/personaggio/fatto e devo assolutamente leggerne in proposito.
  11. Adoro i romanzi storici. Si, anche e soprattutto per le loro digressioni storiche e perché mi permettono di viaggiare nel tempo e nello spazio, quanti possono dire di trovarsi perfettamente a loro agio nella corte di Luigi XIV? Beh chi ha letto Dumas sicuramente potrà affermarlo.
  12. Posso parlare di un libro che mi piace per giorni, mesi, anni. Se un libro mi ha colpita devo consigliarlo a chiunque, ovviamente ne consegue che io possa essere molto delusa se il libro non piace quanto è piaciuto a me.
  13. Scelgo i libri per la loro trama ma anche per la copertina, per l'ambientazione, perché ne ho letto una citazione da qualche parte, mi lascio guidare dalle mie sensazioni. I casi letterari, soprattutto da un po' di tempo a questa parte, mi insospettiscono e mi convincono poco.
  14. Penso che sia necessario leggere i classici, sono i mattoncini con cui costruire le fondamenta per essere non solo buoni lettori ma anche lettori critici ed informati.
  15. I personaggi dei libri per me sono tutti reali: vivo, rido, piango e lotto insieme a loro, mi affeziono e per me sono come dei vecchi amici.
  16. Ultimamente ho preso l'abitudine di segnare frasi e passaggi che mi piacciono con delle linguette adesive colorate. Non sono mai riuscita a sottolineare i libri e credo che mai ci riuscirò.
  17. Penso sempre di sistemare la mia libreria secondo un criterio logico ma alla fine mi ritrovo sempre con il solito (e ormai rassicurante) guazzabuglio medievale.
  18. Mi piace quando mi vengono regalati dei libri, soprattutto quando mi viene spiegato perché si è scelto quel particolare libro o se mi viene donato un libro che desideravo da tempo, vuol dire che chi mi vuole bene mi ascolta...o che io rompo un po' troppo le scatole...
  19. Sono gelosa dei miei libri, in ogni senso possibile, mi arrabbio se qualcuno parla male di un libro che amo e preferisco non prestarli tranne che a pochi fedelissimi che sanno che dovranno trattarli come si tratterebbe un neonato indifeso.
  20. Quando vado in libreria tocco le copertine dei libri che ho già letto e mi ritrovo a sorridere, è il mio modo di salutare autori e personaggi a me cari.
  21. Finito un libro ne inizio subito un altro, non ci sono tempi morti, è un buon modo per evitare il blocco del lettore e superare quel senso di vuoto che ti assale quando hai finito un libro.
  22. Leggo più libri contemporaneamente, spesso di due generi diversi così da poter scegliere secondo l'umore.
  23. Ho tante, troppe, "cotte letterarie", ragion per cui morirò zitella.
  24. Ho difficoltà a scrivere e spiegare ordinatamente perché quel libro meriti di essere letto, è anche per questo motivo che ho aperto il blog, qui cerco di superare questo blocco e cerco di mettere nero su bianco le mie idee.
  25. Odio comprare libri, magari anche spendendo parecchio, per poi trovare insopportabili refusi, traduzioni pessime o pagine che si staccano al minimo tocco.

Non credevo di riuscire a mettere insieme una lista di venticinque punti e invece alla fine ho dovuto pure eliminarne qualcuno perché avevo sforato il limite! 
È il mio turno di taggare qualcuno e scelgo la mia carissima Alessia (First Impressions), la mia amica Alessandra (A Handful of Frames) e Pamela (Last Century Girl). Ovviamente chiunque passasse qui per caso può partecipare e stilare la sua lista, come al solito fatemi sapere cosa ne pensate della mia, se siete d'accordo oppure no.
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