sabato 9 gennaio 2016

Let's talk about movies: MACBETH

TITOLO ORIGINALE: Macbeth
REGISTA: Justin Kurzel
ANNO: 2015
CAST: Michael Fassbender (Macbeth). Marion Cotillard (Lady Macbeth), Sean Harris (Macduff), Paddy Considine (Banquo).
Life's but a walking shadow. Honor. Love. Friends. But in there's death. Curses.

"By the pricking of my thumbs, something wicked this way comes" esclama una delle tre Fatidiche Sorelle in Macbeth, sarebbe possibile parafrasarlo, niente di malvagio sta infatti arrivando, ma è invece arrivata sul grande schermo l'ennesima trasposizione della grande tragedia di William Shakespeare, che compose Macbeth intorno al 1506-1508, da allora la tragedia più breve del Bardo ha ottenuto un grande successo ed è stata frequentemente riadattata per il cinema e il teatro, può addirittura vantare una versione operistica musicata dal grande compositore Giuseppe Verdi.
La versione che ci propone il regista australiano Justin Kurzel, coadiuvato dal fratello Jed che cura le scarne quanto efficaci musiche, restituisce i temi fondamentali della tragedia, ovvero la violenza, la brama di potere e la conseguente caduta del malvagio Macbeth, affidandosi anche agli spettacolari paesaggi, fortemente valorizzati e che contemporaneamente valorizzano la pellicola e la storia attraverso la loro desolazione e un'atmosfera rarefatta. Le brughiere sconfinate e spazzate dal vento sono scenari che ben si prestano sia alle scene di battaglia sia alle apparizioni di misteriosi spiriti che con le loro parole daranno il via all'intera tragedia.

Infatti Macbeth, barone di Glamis, è inizialmente un valoroso guerriero fedele al suo re, Duncan, ma verrà spinto a commettere il più turpe dei delitti, il regicidio, dalla profezia fattagli dalle tre streghe che gli rivelano che non solo diventerà barone di Cawdor, come poi infatti accade, ma anche re. Convinto della legittimità delle sue azioni dalla spietata Lady Macbeth, il protagonista non sarà più capace di fermare i sanguinosi eventi ma aggiungerà vittime su vittime pur di conservare il potere e allo stesso tempo trovare quella pace e quel sonno ormai popolati dai rimorsi e dai fantasmi di coloro che ha ucciso.
Sebbene alleggerendo di molto il testo shakespeariano con tagli che riguardano sia battute molto famose sia interi monologhi, la storia non ne paga dazio e non smarrisce la sua bellezza e potenza. Forse l'unico personaggio a cui questi tagli non giovano è il giovane principe Malcolm, figlio del re Duncan e legittimo erede al trono, che ridotto a una figura (quasi) silente non ha la possibilità di emergere come reale alternativa a Macbeth non solo per diritto di nascita ma anche per le sue qualità e il suo valore. Ma per un personaggio che perde la sua facoltà di azione, ne emerge prepotentemente un altro, ovvero il Macduff di Sean Harris che non teme confronti con il monumentale Macbeth di Michael Fassbender ma anzi ne costituisce il perfetto antagonista, l'unico che può sfidarlo e vincerlo non solo a causa della profezia che vuole che Macbeth sia sconfitto da un uomo non nato da donna (Macduff è stato infatti "strappato" dal grembo materno prematuramente) ma anche perché governato da una cieca ma nobile vendetta nei confronti del tiranno che gli ha sterminato moglie e figli.
Se disastrose sono le parole pronunciate dalle Weird Sisters, non è da meno Lady Macbeth, colei che irretita da una spaventosa sete di potere, spinge il marito verso il delitto convinta che essendo guidati da un volere superiore, i due coniugi non possano conoscere biasimo per le loro azioni o sconfitta. Tuttavia tale convinzione crolla presto, soprattutto quando il conto delle vittime sale senza portare all'agognata sicurezza o pace ma anzi spinge la donna verso la pazzia e infine la morte. L'intera parabola della storia di Lady Macbeth viene ben espressa dall'interpretazione di Marion Cotillard, la sua è una Lady Macbeth in cui i germi della pazzia si fanno subito evidenti, che sia per brama del comando o per i rimorsi che la tormentano, la donna è costantemente rosa da un rovello interiore, e se Macbeth prega le stelle di spegnere i loro fuochi per nascondere i suoi neri desideri, Lady Macbeth invece nasconde se stessa avviluppandosi in lunghi mantelli o cercando il rifugio delle mura di casa. "What's done cannot be undone" ripete spesso, prima a giustifica di quanto fatto, successivamente la frase porterà in se tutta la drammatica consapevolezza che i crimini commessi non possono essere cancellati o semplicemente dimenticati.
Fassbender e la Cotillard attraverso le loro ottime prove attoriali danno vita a due personaggi dagli sguardi vuoti, disperati, insonni, specchi di due anime nere, il peggio che si possa vedere persino in una terra, la Scozia, devastata dalle guerre per il predominio e in un'epoca in cui morte e dolore non sono certo merce rara come evidenziano più e più volte le scene cruente ma necessarie, anche per rispettare il gusto per il raccapricciante del teatro elisabettiano che non disegnava un buon spargimento di sangue. A completare il cast David Thewlis e Paddy Considine, rispettivamente Duncan e Banquo, le due vittime eccellenti di Macbeth, che con poche battute rendono comunque degnamente i caratteri dei due personaggi, dopotutto la scena è tutta per l'eponimo protagonista.
All'interno di un film che fa delle immagini spettacolari il suo punto di forza, spicca soprattutto la scena della battaglia finale in cui l'ultima delle profezie delle tre sorelle viene rivisitata in una chiave insolita ma sicuramente efficace e suggestiva: era stato predetto che la definitiva caduta di Macbeth sarebbe iniziata quando la foresta di Birnam avesse camminato verso il castello di Dunsinane, nel testo shakespeariano la profezia si avvera in quanto i soldati portano con loro dei ramoscelli d'albero per confondere il loro numero mentre nel film Birnam viene data alle fiamme e gli alberi si muoveranno alla volta del castello sotto forma di cenere. In una luce rosso fuoco e avvolti da una pesante coltre di fumo Macduff e Macbeth si sfidano all'ultimo sangue fino alla sconfitta di quest'ultimo. Infine Fleance, il figlio di Banquo scampato all'imboscata tesa dagli scagnozzi di Macbeth, ritorna sano e salvo mentre Malcolm viene incoronato e il grido "all hail the king" si leverà  finalmente per il legittimo re di Scozia.

Piccola curiosità: le tre fatidiche sorelle predicono a Banquo che sarà il capostipite di una dinastia di re, sembrerebbe che alla fine tale profezia venga lasciata incompiuta e che la mancata spiegazione sia un buco nella trama della tragedia, in realtà per i contemporanei di Shakespeare la spiegazione era quasi lapalissiana in quanto il re Giacomo I Stuart era ritenuto il diretto discendente di Banquo.

SCENA PREFERITA: lo scontro finale tra Macbeth e Macduff è altamente suggestivo, tutto giocato sui colori dell'arancione e del rosso, i due personaggi si muovono come ombre.
CONSIGLIATO A: agli amanti del teatro di Shakespeare e a chi apprezza i bei, grandi drammi storici.
SCONSIGLIATO A: il film certamente non è avvincente come un thriller e fa molto affidamento alla forza del linguaggio e della parola, insomma non è una visione leggera.

6 commenti:

  1. Sono molto curiosa di vedere questo film, ma dovrei prima leggere il dramma e temo di non avere l'occasione di fare un salto in libreria prima della fine delle proiezioni... sarebbe un peccato perderlo!

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    1. Il film merita la visione, non so se sto dicendo una scemenza ma penso si possa trovare il testo in rete perché non ci dovrebbe più essere il copyright, puoi provare a cercare qualcosa e recuperare il cartaceo successivamente :)

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    2. Sì, mal che vada c'è la versione di LiberLiber, è che dei classici preferisco sempre edizioni commentate, soprattutto se sono di autori di cui non ho mai approfondito lo studio. :)

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    3. Ti capisco, però Shakespeare si fa scoprire con piacere senza bisogno di troppi commenti, per me ci deve essere necessariamente il testo originale a fronte, come nel caso delle poesie :)

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  2. Ottima analisi del film con tanto di curiosità storica finale. Anche secondo me è un'ottimo prodotto, e Marion nei panni di Lady Macbeth fa paura, ogni tanto ti piazza lì ste occhiate vacue che insieme alle battute piene di crudezza del suo personaggio la rendono perfetta, contrariamente a quanto ho letto oggi altrove. A volte mi domando se la gente vede gli stessi film. Mi piacerebbe rivederlo in lingua originale.

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    1. Avevo letto critiche anche per Fassy, io li ho trovati perfetti entrambi, sarebbe stato facile cadere in una recitazione ai limiti dell'isteria e invece loro sono misurati e per questo agghiaccianti.
      Lo vorrei rivedere anche io in originale because accento scozzese ;)

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