mercoledì 2 marzo 2016

Let's talk about tvseries: VIKINGS S04E01-02 ~ A Good Treason & Kill The Queen

STAGIONI: 4
STATO: in corso.
EMITTENTE: History Channel.
CAST: Travis Fimmel (Ragnar), Katheryn Winnick (Lagertha), Clive Standen (Rollo), Morgane Polanski (Gisla) [more].


"Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori, le cortesie, l'audaci imprese io canto", iniziava così un famoso poema della letteratura italiana, e con qualche accorgimento e senza voler equiparare un capolavoro letterario con una serie tv, l'incipit potrebbe benissimo essere utilizzato per descrivere l'inizio di questa quarta ed epica stagione di Vikings. Tanto tempo è passato dagli avvenimenti della prima stagione e tanto è cambiato, dalla piccola cittadina di Kattegat, il panorama degli eventi si è allargato a dismisura: non solo la Danimarca ma anche l'Inghilterra, la Francia e probabilmente non mancherà qualche accenno all'Italia. Ma i cambiamenti più importanti non sono solo di tipo geografico, così come si allarga il teatro dell'azione così i personaggi sono cresciuti e continuano a modificarsi. 
La terza stagione si era chiusa con una Parigi finalmente conquistata ma a caro prezzo e un re Ragnar alle prese con una brutta ferita, specchio di un animo ugualmente ferito, dopo aver perso Athelstan e non aver potuto condividere con lui il trionfo di Parigi, il re vichingo si trova davanti ad un altro bel dilemma, dovrà o non dovrà punire Floki, compagno di tante avventure, per l'uccisione del monaco? Così come altrettanto problematica risulta essere la decisione presa da Bjorn durante la convalescenza del padre di permettere a Rollo di rimanere in Franchia a governare l'avamposto vichingo. Effettivamente l'idea non sembra delle migliori dato che Rollo si premura di stringere patti con i franchi, attirato soprattutto dalla possibilità di sposare la bella e altera principessa Gisla mentre nella sua mente risuona ancora la profezia del Veggente che gli aveva predetto che "l'orso sarà incoronato da una principessa", che sia lei? Che finalmente le sorte stia iniziando a sorridere anche a lui, valoroso guerriero a cui non sembra andarne mai una giusta? 
Così si chiudeva la terza stagione e così si apre la quarta, assistiamo al matrimonio tra Rollo e la principessa, che garantisce ad una stagione dai toni prevalentemente cupi la dose giusta di umorismo, infatti la principessa non maschera il suo disgusto per il suo sgraziato e burbero marito, nonostante Rollo cerchi di compiacerla in ogni modo e nella seconda puntata arrivi persino a rinunciare alla sua lunga chioma pur di uniformarsi al gusto della corte dei Franchi. Eppure qualcosa ci fa intuire che la principessa prima o poi cambierà idea, abbiamo la Storia dalla nostra e la trasformazione di Rollo da formidabile e ferino guerriero vichingo a Duca di Normandia è ormai innegabilmente un processo in atto. Tuttavia i divertenti bisticci tra moglie e marito non offuscano quello che è in realtà la corte francese, ovvero, come ogni buona corte che si rispetti, un nugolo di tradimenti, sotterfugi, spie, chiacchiere e gente pronta a tutto pur di ottenere un po' di potere. Vedere come Rollo si destreggerà in mezzo a tutti questi complotti sarà certamente interessante, soprattutto perché il nuovo Duca è uno straniero in terra straniera, non conosce nulla delle loro usanze e non può nemmeno esprimersi al meglio perché non conosce la loro lingua, distinguere gli amici dai nemici sarà dunque difficile ma importatissimo ma sembra che Rollo abbia ormai deciso da che parte schierarsi compiendo l'ennesimo tradimento ai danni di Ragnar, tuttavia questa volta probabilmente valeva la pena rischiare e Rollo sembra aver imparato dai suoi errori ed è deciso a non perdere questa opportunità di sganciarsi finalmente dalla scomoda ed ingombrante figura del fratello per cercare finalmente il proprio momento di gloria.
Ragnar invece, tornato in Danimarca, continua a soffrire terribilmente per la sua ferita e si trova a dover sbrogliare due problemi non da poco: da una parte deve fare i conti con una Aslaug che ormai non prova più quell'amore e quel rispetto che la caratterizzavano nelle prime stagioni, la donna sembra intenzionata a sbarazzarsi del marito ormai divenuto un peso e prendere per se, e soprattutto per i suoi figli, la corona del regno. Ma la nota dolente è e resta Floki, Bjorn lo fa mettere ai ceppi e questo sembra far precipitare gli eventi, nessun ripensamento è ormai concesso a Ragnar che dovrà punire in modo esemplare l'amico se vuole mantenere la sua credibilità come re. A complicare la situazione è lo stesso Floki, sempre convinto di aver agito sotto il comando e la volontà degli dei, non si pente del suo gesto e, aiutato da Helga, tenta la fuga ma viene poi ritrovato da Ubbe, figlio di Ragnar. La conclusione a cui si giunge è inevitabile: Floki viene condannato e la punizione prende a piene mani dalla tradizione mitologica nordica, richiamando la punizione che nelle saghe viene inflitta a Loki, il sibillino dio dell'inganno che tanto sembra avere in comune con il mercuriale costruttore di barche una volta grande amico del re. 
Lagertha, a parte una fantastica e brutale scena nel primo episodio, è invece il personaggio che sembra partito più in sordina ma anche lei ha i suoi grattacapi, deve infatti ancora decidere se schierarsi con Kalf, che sembra sinceramente innamorato, oppure reclamare il suo diritto di governare come conte di Hederby, diritto strappatole proprio dall'ambizioso Kalf che vorrebbe emulare le gesta del precedente marito della coraggiosa shieldmaiden.
Sembrano invece destinati a rubare la scena al più famoso Ragnar non solo Bjorn che decide di affrontare i selvaggi spazi aperti scandinavi per dimostrare a se stesso e soprattutto al padre di poterne essere il degno erede ma con il piccolo salto temporale d'inizio stagione (che verrà probabilmente seguito da altri) vediamo che UbbeHvitserk, Sigurd e persino lo stesso Ivar sono cresciuti e stanno iniziando a pretendere la loro parte di responsabilità nella gestione del regno, Ubbe, il maggiore, su tutti, ed è infatti lui che guida il gruppo di uomini che si lanciano alla ricerca del fuggitivo Floki.
In Inghilterra le cose non sono meno complicate, nel regno del Wessex la fa come sempre da padrone lo scaltro re Ecbert che ultimamente sembra divertirsi a giocare tiri mancini non solo ai suoi nemici (e anche alleati!) ma persino al suo unico figlio ed erede Aethelwulf, mandato più volte dal padre in missioni suicide quasi sempre legate ai destini della lunatica regina Kwenthrith, durante le sue assenze Ecbert tenta di sedurre Judit, moglie del figlio del re e madre di Alfred, avuto dalla breve relazione con Athelstan, promettendole quella libertà che le donne di quell'epoca si sono sempre viste negare. Non si capisce ancora bene quali siano le idee di Ecbert ma possiamo esser sicuri che dietro ogni parola e ogni azione dell'astuto re si nasconda un secondo fine e un vantaggio per il suo progetto più ambizioso, ovvero unificare l'Inghilterra sotto un'unica corona, senza voler rivelare molto se si conosce un po' di storia è facile intuire come il destino di Ecbert sia legato a doppio filo con quello del piccolo Alfred.
I primi episodi dunque ci hanno rinfrescato un po' le idee su quanto successo precedentemente e contemporaneamente hanno iniziato a gettare le basi su cui si costruirà questa quarta e lunghissima stagione che sarà composta da ben venti episodi che se da una parte testimonia il successo di pubblico della serie, dall'altra apre non pochi interrogativi, soprattutto per quanto riguarda Ragnar e non sono in pochi quelli che pensano ad una seconda parte di stagione (i restanti dieci episodi) come un'esperimento per capire quanto bene potrà andare la serie se dovesse perdere il suo personaggio principale. È ancora prematuro fare questi discorsi, è vero, ma la sequenza iniziale in cui Ragnar si trova davanti alle porte del Valhalla non fanno certo ben sperare.
Quello che è certo comunque è che ci aspetta una stagione ricca di complotti, tradimenti, guerre, e spettacolari lotte tra tutti questi personaggi così geograficamente distanti tra loro eppure così fortemente connessi e poi sembrano aprirsi nuove rotte, nuovi viaggi ed esplorazioni come testimonia la mappa che Bjorn non può fare a meno di guardare e riguardare, dopotutto anche lui come il padre possiede lo spirito del viaggiatore. Ancora una volta impugniamo gli scudi e prepariamoci al viaggio e alle audaci imprese.

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