sabato 12 marzo 2016

Let's talk about tvseries: VIKINGS S04E03-04 ~ Mercy & Yol

STAGIONI: 4
STATO: in corso.
EMITTENTE: History Channel.
CAST: Travis Fimmel (Ragnar), Katheryn Winnick (Lagertha), Clive Standen (Rollo), Morgane Polanski (Gisla) [more].


A quanto pare, nonostante in Vikings il tema del viaggio sia onnipresente, nessuno dei suoi personaggi sembra interessato a spostarsi, preferendo invece risolvere i problemi a casa propria. Ma procediamo con ordine: A Kattegat Ragnar sembra essersi ripreso, anche se l'ombra della sua possibile dipartita non si è ancora allontanata del tutto, rimane fissa all'orizzonte e continua a scrutare il re. Sembrano invece peggiorati i rapporti tra Ragnar e Aslaug, che ormai la coppia sia scoppiata è evidente e l'unico legame che ancora trattiene i due è rappresentato dai figli anche se Ivar e le sua salute precaria rappresentano per entrambi motivo di preoccupazione e litigi. Ragnar vorrebbe trattarlo come un bambino normale, com'è giusto che sia, seppur dimenticando troppo spesso i suoi evidenti limiti, mentre Aslaug prende un'ardita decisione e affida l'educazione del figlio niente di meno che a Floki, il reietto è stato infatti riaccolto nella comunità dopo il perdono di Ragnar arrivato su suggerimento di Athelstan, il monaco nonostante la sua tragica morte continua ad essere un personaggio ben presente nella narrazione, la sua richiesta di "pietà" (da qui il titolo del terzo episodio) non può essere ignorata da Ragnar che decide di perdonare l'amico che dopo la morte della figlioletta avuta da Helga ha sofferto abbastanza. Sebbene non risulti ancora chiaro quale sarà il ruolo di Floki da questo momento in avanti, qualche indizio sembra fornircelo lo strano incontro tra il costruttore di barche e il Veggente, è possibile ipotizzare che il destino di Floki si intreccerà ancora più strettamente con le storie e il volere dei suoi tanto amati e rispettati dei.
Ma il regno di Danimarca non vede muoversi sul suo palcoscenico solo i personaggi a noi noti ma nel quarto episodi si inseriscono nuove pedine che certamente avranno un ruolo preponderante nel proseguo della stagione, si parla ovviamente di Yidu, la schiava cinese, che ha incuriosito e interessato Ragnar che non è mai restio ad imparare qualcosa sulle culture diverse dalla sua. La ragazza dopo un primo momento di diffidenza sembra aver imparato a trattare con il suo regale e improbabile amico. Meno amichevole è invece Re Harald Finehair, il solo presentarsi con il titolo di re alla corte di un altro, e legittimo, re, dovrebbe far capire come i suoi propositi di conquista si andranno inevitabilmente a scontrare con il saldo dominio di Ragnar.
A chiudere la panoramica scandinava, sebbene con poco screentime a disposizione, sono Bjorn che dopo aver combattuto con un orso e un berserker assoldato da Erlendur e Kalf, fa ritorno alla civiltà passando però prima proprio da Hederby dove lo accolgono una raggiante Lagertha, evidentemente orgogliosa del proprio figlio, e due preoccupatissimi Kalf ed Erlendur che capiscono ovviamente come il loro piano sia stato un clamoroso buco nell'acqua.
In Inghilterra invece si festeggia la liberazione della Regina Kwenthrith, ma l'allegria della corte di Ecbert è solo apparente, i malumori sono tanti e di varia natura: Re Aelle non ha certamente gioito del fatto che la regina sia ancora in vita, avrebbe preferito sbarazzarsi sia di lei che del figlio per spartirsi il regno di Mercia piuttosto che dover adesso formare un esercito per sconfiggere i nobili riottosi e consegnare n nuovamente il regno nelle mani di Kwenthrith. Altrettante preoccupazioni sembra dargli la figlia Judith, è ormai ovvio agli occhi di tutti che tra lei e suo marito, Aethelwulf, non scorra buon sangue mentre tutte le attenzioni a lei riservate da Re Ecbert rendono evidente che tra loro due ci sia più del cortese rispetto tra nuora e suocero. Ma Judith non se ne preoccupa e preferisce godersi la sua ritrovata libertà, chiudendo pure un occhio sulla nascente intesa tra Aethelwulf e Kwenthrith. Insomma occhio fa finta di non vedere e cuore non duole, anche perché se ognuno dei personaggi dovesse farsi un esame di coscienza nessuno ne uscirebbe senza macchia.
Isola felice sembra essere invece Parigi che ci offre nel giro di poco diversi colpi di scena, infatti sebbene la presenza del legato papale faccia presumere che il matrimonio di Gisla e Rollo sia arrivato al suo capolinea, con un coup de théâtre da applausi, scopriamo che Rollo in questi mesi d'attesa per l'arrivo del legato papale non ha poltrito ma ha anzi imparato la lingua dei franchi, permettendogli così di poter finalmente parlare con Gisla a cuore aperto. La fanciulla ne rimane colpita e dopo aver sentito provenire direttamente dalle labbra del marito la solenne promessa di proteggere la città dai possibili successivi attacchi vichinghi, il matrimonio e salvo e può essere considerato felicemente formalizzato, con grande gioia da entrambe le parti. Gli immani sforzi di Rollo per adattarsi al suo nuovo ruolo di conte in una terra dalle usanze a lui totalmente estranee sono stati ripagati, a scapito anche di qualche ecclesiastico terrorizzato, e favoriti dalla possibilità di poter instaurare una comunicazione diretta con la principessa Gisla che ha potuto così comprendere come l'uomo che ha sposato non è soltanto lo spietato guerriero da lei osservato dai bastioni della città. La ritrovata complicità della coppia è stata ovviamente celebrata da tutta la corte, non senza qualche imbarazzo... ma il conte Odo e l'Imperatore possono tornare a dormire sonni tranquilli, il patto difensivo con il guerriero vichingo è ancora valido.
A legare i vari luoghi della serie un intelligente espediente: mentre nel mondo cristiano si celebra il Natale in quello pagano sono in corso i festeggiamenti di Yol, o Yule, ovvero il solstizio d'inverno, quello che i romani d'epoca imperiale solevano chiamare "sol invictus", e che ci dimostra ancora una volta quanto il mondo scandinavo che ai nostri occhi sembra così lontano ed esotico sia in realtà molto più vicino di quanto crediamo, persino nelle credenze e nelle festività, chi non ha notato i rami di vischio appesi agli stipiti delle porte proprio come facciamo tuttora durante il periodo natalizio? Vikings parla di un popolo e delle sue tradizioni ma anche di viaggi e di quanto le varie popolazioni si influenzino tra di loro sebbene a volte si preferisca sottolinearne le differenze piuttosto che le similitudini, al giorno d'oggi non è male che anche un prodotto d'intrattenimento come una serie tv ce lo ricordi.

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