domenica 29 maggio 2016

Let's talk about tv series: THE SERIAL BOWL #4


...ovvero di serie concluse, in corso o che stanno per iniziare.

It's been 84 years... Lo so, colpa mia, ma ormai credo che si sia capito che io e la puntualità non andiamo per niente d'accordo. Però questo mio costante rincorrere il tempo perduto (mind the quote!) mi permette di presentare un piatto, o un'insalatiera in questo caso, molto ricco. Unico aspetto negativo è che mi rendo conto di quanto tempo io dedichi a guardare serie tv invece di dedicarmi ad attività più proficue come lo studio e la vita sociale, che però a volte sanno solo riempirmi d'ansia, quindi forse è meglio spendere il proprio tempo piangendo per personaggi di finzione. Si, decisamente.

Terminate...

Iniziamo subito con un bel previously on, ricapitolando tutte le serie che si sono concluse, alcune per sempre altre sono solo andate in pausa. Inizierei con i prodotti di casa BBC, che sono sempre tanti e danno tante soddisfazioni, bellissime infatti sono state sia War & Peace sia la monumentale The Hollow Crown: The Wars Of The Roses che ha messo in scena l'Enrico VI parte I e II e il Riccardo III con un meraviglioso, spaventoso e cattivissimo Benedict Cumberbatch nei panni del ruolo eponimo, c'è poco da fare quando la BBC e Shakespeare fanno squadra non ce n'è per nessuno, si può solo ammirare e applaudire (e comprare i dvd ovviamente). E a proposito di The Hollow Crown, quest'anno si è rinnovato il sodalizio tra l'emittente britannica e Tom Hiddleston che dismessi i panni di re Enrico V si è calato invece in quelli della spia per l'adattamento del romanzo di Le Carrè, The Night Manager. Una serie che rispecchia moltissimo i ritmi lenti e posati della prosa di Le Carrè ma che allo stesso tempo ti tiene incollato allo schermo perché vuoi, devi sapere cosa succederà e come si concluderà la vicenda. Le fangirl di tutto il mondo ringraziano per i moltissimi primi piani del bel Tommaso!
Alla sua definitiva conclusione è arrivata anche Mr. Selfridge, la deliziosa serie targata ITV che ci ha raccontato vita, successi e fallimenti del noto imprenditore Harry Selfridge, un finale dolce amaro ma fedele alla veridicità storica. Mi mancherà non poter più vagare per le sale del meraviglioso negozio in compagnia di tutti i personaggi.
Definitivamente concluse sono anche Galavant, la simpatica commedia musicale ambientata in un improbabile medioevo, e Agent Carter, dedicato all'eroina Marvel fondatrice dello S.H.I.E.L.D. Non so come esprimere la tristezza che la cancellazione di questi due show mi provoca, due serie diversissime tra loro ma brillanti e divertenti che purtroppo non hanno incontrato il favore del grande pubblico... shame on you people! 
Semplicemente in pausa stagionale sono invece Black Sails, di cui parlo in maniera più approfondita qui, House of Cards e Vikings. Tre serie che amo e che inserisco tra i top di questa annata, ottime storyline, personaggi forti e ritmi sempre incalzanti, non vedo l'ora di riprendere il largo a bordo della Walrus o di un drakkar vichingo oppure di seguire le mille macchinazioni di Frank e Claire Underwood, machiavellica e spietata coppia presidenziale. Per colpa di House of Cards che ha deciso di inserire nel cast un tipo belloccio come non ne se sono mai visti all'interno della serie (mi perdonino i fan di Kevin Spacey), quel Joel Kinnaman che presto vedremo al cinema con il cinecomic Suicide Squad, mi sono sentita in dovere di recuperare qualche altro lavoro dell'attore scandinavo, ho quindi iniziato e divorato The Killing, serie poliziesca che intreccia crimini dai ritmi incalzanti e le vite complicatissime di due detective: Sarah Linden, interpretata da Mireille Enos, e Stephen Holder, interpretato appunto da Joel Kinnaman. Che dire a parte che questa serie va recuperata e che una volta iniziata il binge watching è praticamente inevitabile?
Mi sono tuffata nel mondo della musica anni '70 con Vinyl, serie HBO che vede riformarsi il duo che ci ha regalato la stupenda Boardwalk Empire, ovvero Martin Scorsese e Terence Winter. La serie racconta le vicende di Richie Finestra, produttore musicale e proprietario di una casa discografica, interpretato da quel Bobby Cannavale che abbiamo visto proprio in Boardwalk Empire nel ruolo di Gyp Rosetti, ruolo che ha fruttato all'attore anche un premio Emmy, La vita di Richie, tutta sex, drugs and rock 'n' roll come c'era da aspettarsi, si snoda tra le continue difficoltà con la casa discografica sempre sull'orlo del fallimento, una vita familiare e privata turbolenta, e il mitico beat anni '70 che vede emergere sulle proprie scene musicali il prorompente genere rock. A complicare il tutto anche un omicidio, il punto della trama che mi crea più perplessità in quando sembra avvicinare pericolosamente il focus della storia a quello di Boardwalk Empire, insomma ribattere ancora sul tasto della malavita organizzata non sembra indizio si grande originalità. Preoccupa anche l'addio per divergenze artistiche di Terence Winter sebbene la serie sia già stata rinnovata per una seconda serie, possiamo solo attendere e vedere che succederà a Mr. Finestra.
Bellissima ma su questo non avevo dubbi, è stata anche la seconda serie di Daredevil che ha confermato le buonissime premesse gettate dalla prima stagione. Non era facile mantenere quello standard qualitativo ma Netflix e la Marvel hanno tirato fuori un altro coniglio dal cilindro. In una serie che ci mostra il lato più duro e crudo rispetto ai toni più leggeri degli altri prodotti della Marvel, a svettare su tutti è stato il Punitore di Jon Bernthal: vendicativo, spietato, commovente, oltre alle riconferma del trio Charlie Cox, Deborah Ann Woll e Elden Henson. Se nella prima stagione il Wilson Fisk di Vincent D'Onofrio aveva letteralmente rubato la scena, in questa seconda stagione la medaglia al merito va sicuramente a Frank Castle, e tale è stato il successo del personaggio che Netflix ha deciso di dedicargli una serie tutta sua, ringraziamo e attendiamo con ansia. Meno incisiva, almeno per il mio gusto personale, la Elektra Natchios di Elodie Yung, se Karen e Claire spiccano per essere donne coraggiose che si esaltano nella loro normalità, Elektra sembra portare tutto all'eccesso, ennesima femme fatale di cui non avvertivo la necessità.
Ho concluso anche Manhattan ma non saprei che dire visto che la serie è un'accozzaglia di storie che non approdano da nessuna parte, soprattutto la seconda stagione. Male, male davvero.

In corso...

Oltre agli amori di lunga data come Game Of Thrones che sembra aver trovato nuova linfa vitale da quando si sono abbandonati i libri per seguire una storia del tutto slegata ma controllata sempre dal vigile Martin, ogni episodio è ricco di avvenimenti e i personaggi più decisi e definiti. Ci piace. Così come Penny Dreadful arrivata alla sua terza stagione e la cui scena viene costantemente rubata dalla Vanessa Ives di Eva Green e dalla Creatura di Rory Kinnear, due attori stratosferici forse poco considerati che stanno letteralmente facendo faville in questa serie che raccoglie sotto lo stesso tetto tutti i personaggi principali della letteratura gotica ottocentesca.
Su livelli sempre altissimi viaggia anche Peaky Blinders, serie BBC ambientata in quel di Birmingham che ci mostra le vicende della famiglia Shelby e dei suoi non proprio onestissimi commerci. Cillian Murphy guida un ottimo cast proprio come Tommy Shelby guida la propria famiglia. la serie è già stata rinnovata per una quarta e quinta stagione, raise a glass of wiskey!
New entry, fresche fresche sono invece Blindspot che mescola una buona dose di complotti, una donna ricoperta di tatuaggi che non ricorda proprio nulla e un diligente agente FBI perseguitato da un fatto accaduto quando era solo un bambino e interpretato da quel Sullivan Stapleton che ho già visto in Strike Back. Solo alla prima puntata è invece Preacher che però mi incuriosisce molto, e poi nel cast c'è Dominic Cooper!

Abbandonate...

Ho detto addio a Sleepy Hollow, dopo aver scoperto cosa sarebbe successo nel season finale ho deciso che le nostre strade dovevano separarsi. Così come ho definitivamente abbandonato la seconda stagione di Fargo, sarà sicuramente un mio limite che non mi ha permesso di apprezzare questa stagione osannata praticamente da tutti ma questo continuo ondeggiare da una storyline all'altra non mi ha convinta per niente. Vedremo che succederà con la terza!

Coming soon...

All'orizzonte si intravedono già la terza e ultima (sigh!) stagione di The Musketeers, sicura che diremo degnamente addio alla Francia del '600 e alla corte di Re Luigi XIII, in compagnia di Athos, Porthos, Aramis e D'Artagnan. Nel cast di quest'anno troveremo Rupert Everett nel ruolo di uno dei tanti, tantissimi, fratelli illegittimi di Re Luigi e le sue intenzioni sono tutt'altro che buone.
In estate ritorneremo invece nella lontana Cina in compagnia di Marco Polo, la serie Netflix verrà interamente rilasciata, come d'uso, il primo luglio. Mentre a giugno, secondo programmazione Sky, attraverseremo di nuovo il magico cerchio di pietre e ci ritroveremo nella Scozia di Outlander, sono previste escursioni in quel di Francia... *sing me a song of a lass that is gone. Say, could that lass be I?*

E anche per questa volta siamo giunti alla fine, a presto e buona scorpacciata di serie tv!

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