Visualizzazione post con etichetta About Books. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta About Books. Mostra tutti i post

sabato 12 maggio 2018

Let's talk about books: FIRENZE MARE

TITOLO: Firenze Mare
AUTORE: Simone Innocenti
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 6 dicembre 2017
CASA ED.: Giulio Perrone Editore
N. PAGINE: 160
PREZZO: 12€
"E Firenze proprio questo ha di bello, che ci trovi universi indomiti e marosi improvvisi: non puoi fare altro che assecondarla, questa onda che ti spinge. Ti spinge fino a quando non capisci che l'onda non è una semplice onda, ma il moto lento, la nenia di un tempo, la culla che veglia. È questo il mare, quello odoroso e colorato, quello dei locali e dei musei, quello delle viuzze e delle piazze, quello che gioca a nascondino col giorno e con la notte, che ha visto tutto. Tutto di tutti."
Pubblicato dalla casa editrice Giulio Perrone Editore, Firenze Mare fa parte della collana "passaggi di dogana" che presenta delle brevi monografie dedicate a luoghi simbolo della letteratura, dell'arte e della storia. 
In questo volume, scritto da Simone Innocenti, scrittore e giornalista del Corriere Fiorentino, già il titolo e la prima frase ne attestano la particolarità, infatti si asserisce con sicurezza che "Firenze è una città di mare", adesso chiunque conosca anche solo vagamente la cartina dell'Italia e della Toscana in particolare, sa perfettamente come la precedente affermazione sia clamorosamente errata, eppure a lettura ultimata non è possibile fare altro che dare ragione al suo autore, con qualche riserva magari, ma la sua analisi in una certa prospettiva non risulta per nulla errata.
Infatti Firenze è metaforicamente una città di mare, lo è per davvero, un mare che prima di tutto non è fatto di acqua salata, ma dolce, cioè l'acqua del fiume Arno che percorre tutta la città, la taglia, la divide ma la unisce anche, grazie ai numerosi ponti che collegano le "isole" di cui la città sembra essere composta, ognuna con le proprie caratteristiche, profumi e peculiarità. Ma il mare di Firenze non è fatto di sola acqua, dolce o salata che sia, infatti il capoluogo toscano è anche un "mare di suoni", di grida, e come ci ricorda l'autore stesso: 
"Firenze: questa città polifonica dove anche berciare ha la sua funzione. Si grida mica per alzare la voce, ma come per dire "terra", per dire che per primi si è avvistato qualcosa. Si urla per essere scalmanati, per annunciare qualcosa di leggendario. Si alza la voce come quando al mare si alza la sabbia, un po' per gioco e un po' perché è bello."

giovedì 10 maggio 2018

Let's talk about books: I FRATELLI KARAMAZOV

TITOLO: I fratelli Karamazov
TITOLO ORIGINALE: Brat'ja Karamazovy
AUTORE: Fëdor Dostoevskij
ANNO DI PUBBLICAZIONE: dicembre 2015
CASA ED.: Feltrinelli
«In effetti a volte si parla della crudeltà "animalesca" dell'uomo, ma è una cosa terribilmente ingiusta e offensiva nei confronti degli animali: l'animale non può mai essere tanto crudele quanto l'uomo, tanto artisticamente, tanto artatamente crudele. La tigre si limita ad azzannare, a scannare, e solo questo sa fare. Non le passerebbe nemmeno per la testa di inchiodare la gente per le orecchie, coi chiodi, per tutta una notte, nemmeno se fosse capace di farlo.»
Copertina dell'edizione Feltrinelli.
I fratelli Karamazov è l'ultimo romanzo di Dostoevskij, portato a termine poco prima della morte dello scrittore, venne pubblicato a puntate su "Il Messaggero Russo" e successivamente in volume unico. La prima edizione russa risale al 1879, mentre l'opera sarà tradotta in italiano e pubblicata solamente quarantasette anni più tardi, nel 1926. 
È considerata l'opera fondamentale di Dostoevskij e avrebbe dovuto rappresentare il primo romanzo di una serie il cui protagonista principale sarebbe dovuto essere Aleksej, il minore dei tre (o meglio quattro?) fratelli.
Siamo di fronte a un'opera monumentale, non solo per la sua imponente mole, ma perché tra le sue pagine è possibile trovare il mondo intero analizzato in ogni sua più piccola sfaccettatura, è infatti una potente analisi filosofica, etica e morale dell'umanità, l'oggetto "uomo" viene dissezionato e scandagliato nel profondo, fin dentro il suo animo.

mercoledì 20 settembre 2017

Let's talk about books: CHIAMAMI COL TUO NOME

TITOLO: Chiamami col tuo nome
TITOLO ORIGINALE: Call me by your name
AUTORE: André Aciman
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 19 gennaio 2017 (prima ed. 23 gennaio 2007)
CASA ED.: Guanda

"Se ti ricordi tutto, volevo dirgli, e se sei davvero come me, allora domani prima di partire o quando sei pronto per chiudere la portiera del taxi e hai già salutato gli altri e non c'è più nulla da dire in questa vita, allora, una volta soltanto, girati verso di me, anche per scherzo, o perché ci hai ripensato, e, come avevi già fatto allora, guardami negli occhi, trattieni il mio sguardo, e chiamami col tuo nome."
È mia abitudine quando un romanzo diventa un caso letterario o semplicemente è molto chiacchierato sui social, tenermene a debita distanza almeno fino a quando la marea montante non sarà passata in modo da potermi godere e valutare il libro per quello che è, senza lasciarmi influenzare, positivamente o negativamente, dal chiacchiericcio che gli si è creato intorno. Eppure non sempre riesco, a volte la curiosità ha la meglio, vince e mi lascio trascinare nella discussione del momento. 
Questo è accaduto con Chiamami col tuo nome, romanzo di esordio di André Aciman, autore americano ma nato ad Alessandria d'Egitto. Il libro al momento è sulla bocca di tutti perché ne è stato tratto un film che in questo momento sta ancora girando per vari festival cinematografici e che purtroppo non ha ancora una distribuzione italiana. La trama è molto semplice: la storia è raccontata in prima persona da Elio, che all'epoca dei fatti narrati ha diciassette anni, ragazzo introverso e con la passione per la letteratura e la musica che è solito trascorrere le vacanze estive nella villa di famiglia sulla riviera ligure. La famiglia, il padre è uno stimato professore, è solita accogliere ogni anno uno studente straniero per permettergli di approfondire la lingua o lavorare ai propri progetti aiutati proprio dal padre di Elio. In una di queste estati arriva Oliver, ventiquattrenne americano, simpatico e spigliato che si fa subito ben volere da tutti, anche da Elio che nonostante sia solito considerare l'arrivo di questi studenti come poco più di una scocciatura, stavolta non può che rimanerne subito affascinato, questa fascinazione crescerà fino a trasformarsi in un amore molto profondo e sentito. Il romanzo, diviso in quattro parti, ci accompagna in questa storia d'amore e di scoperta che pur svolgendosi in poche settimane è destinata a lasciare un'impronta duratura, con esiti diversi, su entrambi i protagonisti.

lunedì 18 settembre 2017

Let's talk about books: GIULIANO

TITOLO: Giuliano
TITOLO ORIGINALE: Julian
AUTORE: Gore Vidal
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 26 gennaio 2017 (prima ed. 1964)
CASA ED.: Fazi Editore

Quando veniamo al mondo, ci tocca un posto nel tempo, proprio come ci toccano due occhi: e che siano deboli, forti, limpidi, o miopi, non ci è dato sceglierlo. Ebbene, questa è davvero un'epoca miope e strabica. Per fortuna, quando la maggioranza vede storto, nessuno ci fa più caso - anzi, è la visione perfetta ad essere giudicata anormale.
La copertina della nuova edizione Fazi.
Quella di Giuliano è una figura quasi marginale, che difficilmente si può sentire nominare se viene chiesto di elencare i nomi di alcuni imperatori romani, il pensiero infatti corre soprattutto alle figure ben più note di Augusto, Nerone, Adriano o Marco Aurelio. La sua figura però si colloca in un momento particolare della storia romana ovvero in quel periodo in cui il Cristianesimo stava per finire di consolidare la sua egemonia e il suo potere, non sorprende dunque che quando l'imperatore decise di restaurare il culto degli dei e arginare così la marea cristiana che andava montando, nella speranza di vedere rifiorire l'età dell'oro dell'impero romano, si sia guadagnato a causa di ciò l'appellativo di "apostata", ovvero rinnegatore del proprio credo. Evidentemente la figura rivoluzionaria ma anche profondamente tragica di Giuliano deve aver ispirato una certa curiosità anche in Gore Vidal, che nel 1964, dopo anni di ricerche e duro lavoro, dà alle stampe il suo romanzo sulla vita di questo imperatore. Che il libro abbia richiesto una mole di lavoro non indifferente è d'obbligo puntualizzarlo, dato che lo stesso autore nell'introduzione prima e nella nota dopo, tiene molto a spiegare che sebbene siamo in presenza di un romanzo, di un testo narrativo che non si esime dall'adattare la realtà storica alla finzione romanzesca, tuttavia un ampio lavoro di ricerca delle fonti è stato svolto minuziosamente:, sono state infatti vagliate sia le opere scritte dallo stesso Giuliano ma anche i resoconti di Ammiano Marcellino, le orazioni di Libanio e di Gregorio di Nazianzio, fino ad arrivare alle analisi storiche relativamente più recenti di Edward Gibbon. Il corredo storico quindi è di tutto rispetto, ma Vidal non si accontenta e decide di rendere più autorevole la narrazione stessa utilizzando come personaggi due intellettuali dell'epoca in cui visse l'imperatore, infatti il romanzo si apre con uno scambio epistolare tra il già citato Libanio, che vorrebbe pubblicare una biografia di Giuliano ormai defunto da sedici anni, e Prisco, personaggio molto vicino all'imperatore e che ha dunque vissuto in prima persona molti degli avvenimenti narrati, inoltre è in possesso del carteggio personale di Giuliano che si compone di una raccolta delle res gestae dell'imperatore dettate a un segretario e un diario personale scritto invece di proprio pugno da Giuliano. 

venerdì 21 luglio 2017

Let's talk about books: ATENE, CANNELLA E CEMENTO ARMATO

TITOLO: Atene, cannella e cemento armato
AUTORE: Patrizio Nissirio
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 30 giugno 2017
CASA ED.: Giulio Perrone Editore

"Non troverai altre terre, 
non troverai altri mari.
Ti verrà dietro la città.
Per le stesse strade girerai.
Negli stessi quartieri invecchierai; 
e in queste stesse case imbiancherai. 
Finirai sempre in questa città. 
Verso altri luoghi - non sperare - 
non c'è nave per te, non c'è altra via." 
Costantino Kavafis, La Città


Quando mi è stato chiesto di leggere e poi recensire questo libro è bastato il riferimento alla città di Atene per farmi accettare. Le suggestioni che questa città richiama sono molte, ma tutte si collocano nell'antichità: ho studiato al classico ed è quasi scontato che dicendo Grecia si evochino immagini di battaglie, falangi oplitiche, grandi generali, la nascita della democrazia e la filosofia dei grandi pensatori ellenici. Sembra quasi che per me la Grecia sia relegata ad un passato mitico fatto di templi e numerose divinità sempre pronte a bisticciare tra di loro, oltre che ricordarmi le numerose ore passata a tradurre versioni! Eppure sappiamo molto bene che la Grecia non è solo storia ma è anche una realtà, gli ultimi anni ce lo hanno dimostrato, tragicamente, quando bastava accendere la tv per sentire parlare di manifestazioni, duri scontri, debito pubblico, problemi con l'Unione Europea e una popolazione ormai allo stremo delle forze.
È proprio all'intersezione tra antichità e modernità che si inserisce Atene, cannella e cemento armato, il volume edito da Giulio Perrone Editore e scritto da Patrizio Nissirio, giornalista Ansa che ha trascorso moltissimo tempo in Grecia, soprattutto nella sua capitale, Atene, e pur mostrando un dovuto rispetto per il passato della culla della civiltà occidentale, la sua riflessione si basa tutta sul presente difficile di questa nazione, sulle sue trasformazioni, i suoi crolli e le sue rinascite. A fare da fil rouge tra le varie riflessioni dell'autore le numerose ma non fastidiose citazioni di libri di autori greci contemporanei, soprattutto dei gialli di Màrkaris che si dimostrano ottimi nella loro funzione di cartina tornasole e ci danno un assaggio di ciò che Atene è oggi attraverso le avventure del commissario Charitos, collega greco del siciliano Montalbano.

sabato 10 giugno 2017

Let's talk about books: UNA MARINA DI LIBRI 2017



Dall'otto all'undici giugno ritorna Una Marina di Libri, il festival letterario che si propone di far conoscere ad un pubblico sempre più ampio libri, fumetti, saggi che hanno come comune denominatore l'essere pubblicati soprattutto da case editrici indipendenti.
L'evento, giunto alla sua ottava edizione, anche quest'anno ha potuto usufruire della magnifica cornice offerta dall'Orto Botanico di Palermo, riproponendo così quella magica commistione tra letteratura e natura per il secondo anno consecutivo.
Tema della quattro giorni dedicata ai libri e alla lettura è l'educazione, moltissimi infatti gli eventi e gli stand dedicati alla letteratura per bambini e ragazzi, l'intero, ricchissimo, programma è consultabile su internet all'indirizzo unamarinadilibri.it, oppure in formato cartaceo che è possibile reperire direttamente negli info point presenti all'ingresso.
Da brava appassionata lettrice, come l'anno scorso, ho deciso di visitare gli stand espositivi il primo giorno della manifestazione. Due le costanti: il piacere nel vedere una partecipazione così ampia di editori e di pubblico, già poco dopo l'inaugurazione i vari viali dell'Orto erano gremiti di persone che curiosavano qua e là e in più di uno stand era necessario attendere qualche secondo prima di poter avere la visuale libera sui volumi esposti. Dunque se i ritmi si manterranno tali, non è azzardato affermare che anche quest'anno Una Marina di Libri sarà un successo, infatti sarebbe un segnale decisamente positivo se si raggiungesse nuovamente la cifra di 10.000 libri venduti, cifra che l'anno scorso ha stupito positivamente un po' tutti.
Altra costante, dicevo, questa volta del tutto personale, è l'idea ormai trasformatasi in certezza che prima di recarsi a visitare gli stand sia necessario accendere un mutuo e magari comprare una libreria nuova, infatti ho visto tantissimi libri interessanti, avrei sicuramente voluto acquistare di più e, altro fattore secondo me positivo, ho notato una cura sempre maggiore non solo per i contenuti, fondamentali, ma anche per quanto riguarda la parte grafica, dopotutto è risaputo che i libri hanno anche una componente tattile ed estetica che non deve essere ignorata. Quindi personalmente ho molto gradito le proposte di Splen Edizioni che oltre ad una collana dedicata ai Miti in Sicilia, colpisce per i suoi romanzi che riportano titolo e autore solamente nella quarta di copertina, proprio per esaltare gli straordinari disegni sulla prima.


Altra casa editrice che pone molta cura nella scelta delle copertine dei suoi libri è la Coazinzola Press, ad attirare la mia attenzione è stato soprattutto il romanzo "Dietro l'arazzo" di Lenny Mcgee che racconta la storia e la vita di Thomas Shelton, il primo traduttore del Don Chisciotte, ben presto la biografia si fa anche pretesto per una riflessione sul ruolo del traduttore e l'importanza delle traduzioni stesse. Si tratta sicuramente di un titolo da tenere in considerazione per il futuro. Anche i simpatici libri da spedire dell'editore L'Orma meritano di essere citati, così come le loro raccolte dei racconti di Hoffmann.


Ad allungare ulteriormente la mia wishlist hanno provveduto poi la Marcos y Marcos con "La vedova Van Gogh" di Camilo Sànchez, un titolo che incuriosirà tutti gli estimatori del pittore olandese. Per rimanere nell'ambito della pittura e delle arti cito "La bambola di Kokoschka" di Alfonso Cruz edito da La Nuova Frontiera e i bellissimi volumi della Kalós (omen nomen!) Edizioni d'Arte al cui stand ho acquistato "Palazzi e giardini dei Re normanni di Sicilia" di Vittorio Noto (prezzo di copertina 15€ ma viene applicato uno sconto del 15%). Ho anche adocchiato il prossimo libro da comprare, ovvero Palermo Normanna di Ferdinando Maurici... si, chi mi conosce almeno un po' sa che la dominazione normanna in Sicilia è uno dei mii periodi storici preferiti dunque non perdo mai l'occasione per imparare qualcosa di nuovo sulla casata degli Altavilla. Segnalo, soprattutto per i non palermitani, il volume-guida "Itinerario Arabo-Normanno" dedicato a tutti quei monumenti che recentemente sono stati inseriti tra i patrimoni dell'Unesco.
Consiglio poi di fare un salto allo stand di NN Editore che non solo ha un catalogo ricco di titoli interessanti (Kent Haruf e "La fine dei Vandalismi" di Tom Drury sembrano meritare parecchio) ma la gentilissima signora dello stand permette di fare incetta dei bellissimi segnalibri che ripropongono le copertine dei loro volumi di maggior successo. Ammetto che dei segnalibri dedicati a "Le nostre anime di notte" ne ho presi ben due... ops!
Altro stand in cui ho fatto acquisti è quello della Fazi, inutile fare un elenco dei tantissimi autori pubblicati, dirò solo che è impossibile non trovare un libro che non stuzzichi la nostra curiosità. Io, finalmente, dopo averlo tanto cercato, ho preso "Giuliano" di Gore Vidal, autore americano molto apprezzato che ha pubblicato numerosi romanzi e saggi. "Giuliano" è una biografia romanzata dedicata all'imperatore romano che ha tentato, in un periodo storico in cui il cristianesimo era ampiamente praticato ed era riconosciuto come religione di stato. di riportare in auge i culti pagani, per questo motivo passerà alla storia come Giuliano l'Apostata.
Di apostasia credo di essermi macchiata anche io quando ho candidamente ammesso di non aver ancora letto "Stoner" di John Williams (per scoprire l'antefatto basta leggere il post dell'anno scorso), temo che se non avrò colmato questa lacuna entro la prossima edizione di Una Marina di Libri non mi sarà nemmeno concesso di avvicinarmi allo stand Fazi, e a ragione probabilmente!
Infine ho concluso il mio giro visitando gli stand della Iperborea in cui i libri sul mare la facevano da padroni, richiamando così indirettamente il nome stesso della manifestazione. Da menzionare i volumi da storia di 21 Editore, Laterza, dell'Officina di Studi Medievali e quelli dedicati alla filologia e alla linguistica del Centro Studi Filologici e Linguistici Siciliani dell'Università di Palermo (che è anche partner dell'evento).
In conclusione, ancora una volta, non posso che promuovere e lodare l'iniziativa, attendendo già la prossima edizione a cui sicuramente gioverà l'elezione della città di Palermo a Capitale della Cultura 2018, si prospetta già come un evento a cui non mancare.

Cataloghi, segnalibri e i volumi da me acquistati

Le foto sono state scattate da me, si prega quindi di non riutilizzarle senza citare la fonte, cioè questo blog.

lunedì 30 gennaio 2017

Let's talk about books: IO & MABEL

TITOLO: Io e Mabel, ovvero l'arte della falconeria
TITOLO ORIGINALE: H is For Hawk
AUTORE: Helen Macdonald
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2016 (prima ed. 2014)
CASA ED.: Einaudi
Copertina dell'edizione italiana Einaudi
Recentemente ho fatto un esame di filologia romanza: si saluta il latino, arrivano le lingue romanze, iniziano a scriversi poemi epici, liriche cortesi e soprattutto romanzi. A farne da padrone non sono solo eteree fanciulle, bellissime ma dal cuore duro e impossibile da conquistare che cavalieri bravi e coraggiosi si contentano di ammirare e amare da lontano; ma tanti, tantissimi spunti sono offerti dalla tradizione orale, dai miti, dalle leggende e se si dice leggenda si pensa a Re Artù, ai suoi cavalieri e alla sua tavola rotonda. Tutto molto interessante e sublime, forse anche un po' pesante, chi leggerebbe versi su versi scritti in lingue ormai incomprensibili che parlano di Artù, della sua sposa Ginevra e dell'amante di lei, l'aitante Lancillotto? 
Si, nessuno tranne me. 
Domanda sbagliata. 
Ricominciamo. 
Diciamo allora che le cose iniziano a farsi interessanti quando si scopre per caso che uno dei cartoni che più ho amato durante l'infanzia (ma anche l'adolescenza, l'età adulta e presumibilmente così sarà anche nella vecchiaia), La Spada Nella Roccia capolavoro Disney targato 1963, è tratto da uno dei libri che compongono un corposo romanzo dal titolo altisonante e significativo: The Once And Future King, riprendendo l'iscrizione sulla tomba (presunta) di Re Artù: "hic iacet arthurus rex quondam rexque futurus" ovvero "qui giace Artù, re una volta e re in futuro" traslitterato in italiano come Re in Eterno, e scritto dall'inglese Thomas Hanbury White. Forte è la voglia di leggere il romanzo non fosse che in italiano è praticamente introvabile, perciò questo desiderio è stato sepolto in un cassetto della mia memoria e lì è rimasto, almeno fino a quando, un po' per caso un po' perché il romanzo è stato pubblicizzato e chiacchierato in lungo e in largo, sono incappata in questo piccolo memoriale dal titolo H Is For Hawk, in italiano: Io e Mabel, ovvero l'arte della falconeria. Il fatto che il racconto di Helen Macdonald, l'autrice, si intrecciasse con quello di White e del suo The Goshawk (L'Astore, recentemente ripubblicato da Adelphi) ha risvegliato la mia curiosità, andando a solleticare il mio amore per le vecchie leggende e la fascinazione per una disciplina tanto antica quale è la falconeria.
T.H. White, come usava firmarsi, di professione faceva lo scrittore e per un certo periodo anche l'insegnante ma la sua vera passione, oltre alla leggenda arturiana, era la natura e in particolare la falconeria, nobile e antichissima arte. Ed è questo il punto d'incontro in cui si incrociano le esistenze di due scrittori per diletto ma soprattutto di due astori e di due solitudini.

martedì 10 gennaio 2017

Let's talk about books: IL SOCCOMBENTE

TITOLO ORIGINALE: Der Untergeher
AUTORE: Thomas Bernhard
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2012 (prima ed. 1983)
CASA ED.: Adelphi
"Noi diciamo una parola e annientiamo un essere umano senza che questo essere umano da noi annientato, nel momento in cui pronunciamo la parola che lo annienta, abbia cognizione di questo fatto micidiale."
Dato che quest'anno la mia reading challenge è programmata su cinquanta libri ho pensato bene di mettermi subito all'opera, arrivando persino ad ignorare che oltre alle letture di piacere ci sarebbero anche i libri dell'università che domandano la loro giusta dose d'attenzione ma questo è un altro discorso... dicevo, se anche quest'anno voglio arrivare all'obiettivo prefissato bisogna darsi da fare e per facilitarmi un po' il compito in questi primi giorni del 2017 ho pensato di dedicarmi ad un romanzo di poche pagine, quindi veloce da leggere, ma denso dal punto di vista di trama e temi trattati, la mia scelta è stata dunque Il Soccombente di Thomas Bernhard, scrittore austriaco scomparso ventisette anni fa. 
Ad attirarmi è stata soprattutto la trama che trattando di rivalità musicali mi ha subito riportato alla mente uno dei miei film preferiti, quell'Amadeus di Milos Forman, e lo scontro tra l'invidioso Salieri e Mozart, genio musicale forse troppo ingenuo. Pur rimanendo in Austria, anche se nulla è rimasto del fasto della corte viennese e  la meravigliosa (ma questo è un parere personale)  Vienna, e insieme a lei tutta l'Austria, è descritta come una grigia e anonima città abitata da altrettanto grigi e anonimi abitanti. Si rinuncia ad ogni ipotesi di complotto e la stessa rivalità tra musicisti è appena abbozzata, anzi è del tutto inesistente perché quando il genio ci si presenta in modo così eclatante l'unica soluzione sembra essere la rinuncia ad ogni tentativo di sfidarlo o distruggerlo, qui infatti a soccombere non è il Mozart della situazione ma colui che si rende conto di non poter mai arrivare a tali livelli di perfezione che preferisce rinunciare e soccombere. Siamo negli anni '50, quando nel Mozarteum di Salisburgo tre giovani aspiranti musicisti frequentano le lezioni di Horowitz e stringono amicizia tra loro, niente di più comune ed usuale non fosse che uno di questi tre giovani musicisti è Glenn Gould, virtuoso del pianoforte che in breve tempo verrà riconosciuto come assoluto genio musicale e interprete sopraffino, soprattutto delle complicate e bellissime Variazioni Goldberg, composte da Bach per allietare le lunghe notti di un conte che soffriva di una terribile insonnia. 

martedì 3 gennaio 2017

Let's talk about books: IL GATTOPARDO

TITOLO: Il Gattopardo
AUTORE: Giuseppe Tomasi di Lampedusa
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2006 (prima ed. 1958)
CASA ED.: Feltrinelli
"Il sole [...] si rivelava come l'autentico sovrano della Sicilia: il sole violento e sfacciato, il sole narcotizzante anche, che annullava le volontà singole e manteneva ogni cosa in una immobilità servile, cullata in sogni violenti, in violenze che partecipavano dell'arbitrarietà dei sogni."
Cinquantesimo libro di questo 2016 e non poteva esserci libro migliore per arrivare al traguardo. 
Un romanzo breve che però riesce a condensare in poche pagine un lungo lasso di tempo (dal 1860 si scivola fino al 1910) e a racchiudere tutto il sentimento e le sensazioni di un'epoca. 
Le vicende dell'ultimo dei Salina, il Principe Fabrizio, l'ultimo Gattopardo rappresentante di quella dinastia borbonica che sta vivendo gli ultimi singulti del proprio dominio, diventa il mezzo attraverso cui raccontare il passaggio dell'Italia da mera espressione geografica, come ebbe a definirla Metternich, a Stato unificato. Al suo centro vi è ovviamente un'aristocrazia ormai in declino che ha visto le sue ricchezze volar via come rondini che sono andate a posarsi tra i rami novelli di una nascente borghesia, volgare forse ma pronta a trarre ogni vantaggio dalle occasioni che le si presenteranno. La nobiltà è invece preoccupata che il cambiamento in atto possa portare ad una disastrosa perdita di potere e privilegi ma come nota l'astuto Tancredi, nipote del protagonista, per far sì che tutto rimanga com'è bisogna che tutto cambi: è così nel romanzo, è (purtroppo) anche così nella storia della nazione, almeno per chi avrà la voglia e la forza di far buon viso a cattivo gioco, con una certa dose si spensieratezza come il giovane Tancredi ma non l'ormai anziano e stanco Principe Fabrizio.

sabato 31 dicembre 2016

Let's talk about books: I VICERÈ

TITOLO: I Viceré
AUTORE: Federico De Roberto
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2014 (prima ed. 1920)
CASA ED.: Newton Compton
"La storia d'una gran famiglia, la quale deve essere composta di quattordici o quindici tipi, tra maschi e femmine, uno più forte e stravagante dell'altro. Il primo titolo era Vecchia razza: ciò ti dimostri l'intenzione ultima, che dovrebbe essere il decadimento fisico e morale d'una stirpe esausta"
Federico de Roberto 
Ebbene sì, proprio come mi era già successo con Memorie d'Adriano mi ritrovo di nuovo a dispiacermi del fatto che goodreads permetta di dare solo cinque stelle a un libro. Dopo anni e anni in cui continuavo a ripetermi che dovevo assolutamente leggere I Viceré, finalmente è giunto il suo momento e la prima domanda che mi sono fatta una volta girata l'ultima pagina è stata: "perché ci ho messo così tanto a decidermi a leggerlo?" La domanda rimarrà probabilmente senza risposta ma intanto mi ritrovo con un altro romanzo da aggiungere allo scaffale dei super preferiti. 
Tuttavia data la completa assenza di questo romanzo dai radar scolastici, nonostante la storia si svolga in un periodo storico cruciale per il nostro paese (ma la cosa dovrebbe sorprendermi poco visto che per studiare semi-decentemente il Risorgimento ho dovuto aspettare di arrivare all'università!) non posso addossarmi tutte le colpe per questo ingiustificabile snobismo, infatti l'opera di De Roberto sembra essere stata relegata in un angolino, complice il giudizio negativo di Benedetto Croce, il giudice supremo degli affari della letteratura italiana. Eppure non ha assolutamente nulla da invidiare ai più titolati scrittori siciliani come Verga o Pirandello, come ebbe poi a sottolineare un altro conterraneo dello scrittore, Leonardo Sciascia, che si spinse oltre e sostenne che dopo i Promessi Sposi di Manzoni nell'empireo dei romanzi italiani I Viceré meritasse un posto di prim'ordine e maggiore considerazione.
Non posso fare a meno di accordarmi al parere di Sciascia, il solo aver pensato un romanzo di tale portata è ammirevole ma essere riusciti a portarlo su carta ha dello straordinario, la prosa fluida, che in un periodo che mi vede alle prese con un esame di letteratura latina e quindi con la scrittura ricca, chiara e non verbosa e tutta giocata su un bilanciarsi di giustapposizioni e punti di vista diversi di Sallustio e della sua "Congiura di Catilina" mi ha fatto apprezzare doppiamente la capacità di De Roberto di costruire grandi architetture sintattiche che però hanno la capacità di librarsi leggere e avviluppare il lettore e immergerlo nella storia. Non una parola di più né una di meno di quelle necessarie, fiorita di alcuni "sicilianismi" che da siciliana e apprendista linguista non ho potuto far altro che notare e gustare.

giovedì 29 dicembre 2016

Let's talk about books: I BUDDENBROOK. DECADENZA DI UNA FAMIGLIA

TITOLO: I Buddenbrook. Decadenza di una famiglia.
AUTORE: Thomas Mann
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1930 (Ed. originale 1901)
CASA ED.: Newton Compton

"Aveva sentito quanto male ci possa fare la bellezza, come possa gettarci nella vergogna e nella struggente disperazione, e annientare tuttavia in noi anche il coraggio e la capacità di vivere la vita comune."

Primo incontro con questo gigante della letteratura tedesca e non è stata affatto una cattiva esperienza. Per vie traverse (leggasi: serie tv tratta dal libro) conoscevo a grandi linee la storia ma ovviamente leggere il romanzo è tutta un'altra cosa e devo dire che sono riuscita ad apprezzarne di più la trama e a non vederla come una sequela di sfortune capitate tutte alla stessa famiglia. Ovviamente il romanzo non sprizza allegria da tutti i pori (o lettere? o parole?) ma il progresso di questo lento ma inesorabile disfacimento assume senz'altro profondità e acquista senso, dopotutto che la fine sarebbe stata ingloriosa ce lo suggerisce lo stesso Mann con un sottotitolo quanto mai brutale, nessuna gloria per la famiglia Buddenbrook ma solo un fatale decadimento.

venerdì 10 giugno 2016

Let's talk about books: UNA MARINA DI LIBRI 2016


Cosa fa un amante dei libri quando nella propria città si organizza una rassegna interamente dedicata ai libri e alla scrittura? Ovviamente non si può che rispondere "presente!", calzare scarpe comode e prepararsi a vagare per i vari stand con gli occhi sognanti, consapevoli che a fine giornata la propria lista desideri avrà raggiunto una lunghezza alquanto preoccupante.
Orto Botanico, Gymnasium.
Orto Botanico.
Questo è quello che è successo anche a me, proprio ieri, 9 giugno, quando mi sono recata a Una Marina Di Libri, il festival del libro che ogni anno, da sette anni, si tiene nella mia città natale, Palermo. L'evento interamente dedicato alla lettura e all'editoria indipendente quest'anno presenta un'offerta decisamente più ampia rispetto agli anni passati, sintomo di un interesse e di un successo in costante crescita, infatti nel corso dei quattro giorni (dal 9 al 12 giugno) si alterneranno tantissimi ospiti e tanti eventi dedicati alla presentazione di libri, reading, corsi di scrittura creativa e attività dedicate ai più piccoli. 
A testimoniare ulteriormente come questo evento si stia guadagnando un posto di tutto rispetto nel calendario culturale della città concorre anche la scelta della location in cui sistemare gli stand e organizzare i vari incontri; dopo i chiostri, belli ma piccoli, del Museo di Storia Patria e della Galleria d'Arte Moderna, Una Marina di Libri approda nella splendida cornice offerta dall'Orto Botanico di Palermo: luogo a lungo tempo trascurato e dimenticato che invece nasconde al suo interno piante rare ed edifici di notevole bellezza. Risalta subito come si sia voluto creare un azzeccato paragone tra la crescita delle piante che necessitano di acqua, buona terra e cure così come ogni individuo per divenire maturo, informato e responsabile necessiti di buoni libri e delle capacità critiche e di riflessione che solo la lettura è capace di far maturare in ognuno di noi, insomma i libri sono per noi quello che acqua e sole sono per piante e fiori.

mercoledì 1 giugno 2016

Let's talk about books: SOSTIENE PEREIRA

TITOLO: Sostiene Pereira
AUTORE: Antonio Tabucchi
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1994
CASA ED.: Feltrinelli
"E di me cosa resterebbe?, chiese Pereira, io sono quello che sono, con i miei ricordi, con la mia vita trascorsa, le memorie di Coimbra e di mia moglie, una vita passata a fare il cronista in un grande giornale, di me cosa resterebbe? L'elaborazione del lutto, disse il dottor Cardoso, è un'espressione freudiana, mi scusi, io sono un sincretista e ho pescato un po' di qua e un po' di là, ma lei ha bisogno di elaborare un lutto, ha bisogno di dire addio alla sua vita passata, ha bisogno di vivere nel presente, un uomo non può vivere come lei, dottor Pereira, pensando solo al passato. E le mie memorie, chiese Pereira, e quello che ho vissuto? Sarebbero solo una memoria, rispose il dottor Cardoso, ma non invaderebbero in maniera così prepotente il suo presente, lei vive proiettato nel passato, lei è qui come se fosse a Coimbra trent'anni fa e sua moglie fosse ancora viva, se lei continua così diventerà una sorta di feticista dei ricordi, magari si metterà a parlare con la fotografia di sua moglie."
Chi è Pereira? Pereira è un uomo anziano, direttore della pagina culturale di un giornale di Lisbona, in costante lotta con i chili di troppo e con un cuore non più tanto affidabile che inizia a fare degli scherzi. Un uomo che sembra non aver niente di nuovo da chiedere alla vita e che ama cullarsi nel nostalgico ricordo di un passato ormai perduto. È vedovo ma ciò non lo ferma dal continuare a dialogare con l’amata moglie, o meglio a scambiare univoche riflessioni con il ritratto di lei, figurina ormai sbiadita dei tempi felici che furono. Pereira si ritrova spesso a sognare la sua gioventù, quando era solo uno studente dell’università di Coimbra, era giovane e snello e soprattutto aveva ancora tutta la vita davanti e l’opportunità di lasciare un segno, anche attraverso i suoi apprezzati articoli di cronaca, quando ancora il regime e la censura della dittatura di Salazar non erano apparsi ad oscurare l’orizzonte della nazione portoghese. 
Nel 1938 le cose sono molto diverse, come il Portogallo si rifiuta di vedere il regime dittatoriale ormai in atto, così Pereira si rifugia nella redazione, distaccamento cultura, del giornale pomeridiano Lisboa: una piccola stanzetta in un anonimo palazzo, luogo sicuro e di conforto per il Signor Pereira che guarda al mondo là fuori con occhi ciechi e che preferisce tradurre in tutta tranquillità i racconti dei suoi amati autori francesi. La vita scorre semplice, ripetitiva, ignara persino di quanto succede nella vicina Spagna, dove si combatte la guerra civile che segnerà sfortunatamente l’ascesa del generale Francisco Franco. L’importante è rifugiarsi nel passato, nella consolazione che solo autori morti e sepolti da secoli possono dare, guardare indietro per evitare di guardare avanti, verso un presente e un futuro che persino inconsapevolmente fanno paura.

martedì 3 maggio 2016

Book Haul ~ Febbraio, Marzo & Aprile 2016

Ecco cosa si ottiene quando non si è puntuali con le proprie scadenze, il progetto della rubrica mensile è ovviamente andato a farsi benedire, ma almeno ecco qui un book haul bello sostanzioso e pieno di bei libri, alcuni suppongo soltanto che lo siano mentre di altri ne sono sicura perché li ho già letti, almeno sarò lentissima ad aggiornare il blog ma la lettura procede a ritmo spedito!

LA VERA STORIA DEL PIRATA LONG JOHN SILVER di Bjorn Larsson, edizione Iperborea.
Su questo meraviglioso romanzo non mi dilungherò troppo, potete trovare la mia recensione qui. Consiglio di leggerlo perché è un romanzo bellissimo, ben scritto e che può appassionare sia gli amanti dell'avventura sia coloro che cercano un racconto più introspettivo che indaga anche la psiche dei personaggi.


L'ULTIMA AVVENTURA DEL PIRATA LONG JOHN SILVER di Bjorn Larsson, edizione Iperborea.
È un piccolo racconto, quasi un capitolo sfuggito dal romanzo di cui parlo sopra, lo stesso scrittore ha affermato di aver ritrovato le pagine per caso e di aver deciso di pubblicarlo, probabilmente per goderne appieno è necessario aver letto La vera storia del pirata Long John Silver altrimenti poco si capirebbe del contesto, ma allo stesso tempo è un buon modo per ritrovare personaggi e atmosfere di cui si sente la mancanza una volta ultimato il romanzo vero e proprio.

L'ISOLA DEL TESORO di R.L. Stevenson, edizione Giunti Junior.
Si, faccio mea culpa, non avevo mai letto il celeberrimo romanzo di Stevenson, purtroppo (o per fortuna, non saprei) da piccola non mi sono dedicata molto alla letteratura per ragazzi, dalle fiabe Disney e dalle Fiabe Sonore sono passata direttamente alla letteratura "per adulti", compagne della mia fine-infanzia/pre-adolescenza sono state Jane Austen, Emily Bronte e Agatha Christie. La spinta decisiva per leggere questo libro mi è arrivata da Black Sails che,  per chi ancora non lo sapesse, è una bellissima serie sui pirati che si propone di raccontare proprio la storia prima degli eventi narrati ne L'Isola del Tesoro, e devo ammettere che una volta lette le avventure del giovane Jim Hawkins e del terribile Long John Silver la serie televisiva si apprezza anche di più.

FLINT & SILVER, PIECES OF EIGHT, SKULL & BONES di John Drake, edizione Harper and Collins.
Si, questi mesi sono stati caratterizzati da una vera e propria "pirates obsession" da cui non sono ancora guarita. Questi romanzi si propongono di narrare gli eventi prima de L'Isola del Tesoro, si proprio come la serie Black Sails anche se le storie non hanno proprio niente in comune tra di loro, tuttavia non sorprende che molti autori abbiano voluto esplorare e immaginare cosa possa essere accaduto prima del romanzo di Stevenson dato che la vita dei personaggi e parte della storia non ci vengono raccontati attraverso notizie di prima mano ma attraverso i ricordi, piccoli riferimenti e spezzoni di discussioni dei diversi personaggi del romanzo dello scrittore scozzese, insomma se c'è un romanzo che offre un territorio fertile per immaginare prequel e sequel quello è certamente L'Isola del Tesoro. John Drake nello specifico ha voluto immaginare cosa abbia potuto portare allo scontro tra i due pirati più celebri della letteratura: Flint e John Silver, prima amici e poi nemici giurati. Io ho letto i primi due episodi di questa trilogia, forse a tratti la storia si fa troppo lunga e ingarbugliata ma è comunque una lettura semplice e rilassante ottima per staccare per un po' la spina e partire all'avventura.

L'ARMATA DEI SONNAMBULI di Wu Ming, edizione Einaudi.
Dopo aver letto Altai ero curiosa di leggere qualche altro libro pubblicato da questo collettivo di scrittori, bazzicando per caso alla Feltrinelli (per caso un corno perché bene o male sono lì quasi tutti i fine settimana) mi sono imbattuta in un'offerta interessantissima: lo sconto del 25% su tutto il catalogo Einaudi, per chi conosce un po' questa casa editrice conosce innanzitutto il prezzo medio di un volume da loro pubblicato e soprattutto sa che trovare i loro libri in sconto è evento raro, ne ho quindi subito approfittato, nonostante una mia cara amica cercasse di trascinarmi fuori dalla libreria, e ho pensato bene di acquistare un altro libro dei Wu Ming, inizialmente avevo preso Q (che va sotto il nome di Luther Blisset, pseudonimo precedente dei Wu Ming) che narra gli eventi precedenti a quelli narrati in Altai ma poi leggendo la trama de L'Armata dei Sonnambuli ho deciso di acquistare questo perché al richiamo della rivoluzione francese non si può proprio resistere...vedremo se la mia è stata una scelta saggia.

POESIE di William Butler Yeats, edizione Mondadori.
Il libro inaspettato di questo book haul, cercavo un'edizione usata di Via Col Vento, ovviamente non l'ho trovata, per consolarmi ho preso questo volumetto di poesie, una raccolta di versi scelti, del poeta irlandese, conosco alcune delle sue poesie e mi sembrava il momento di espandere questa conoscenza. Unica pecca: nella raccolta non è presente la mia poesia preferita di Yeats, tra l'altro anche molto famosa, peccato!

VIA COL VENTO di Margaret Mitchell. edizione Mondadori.
Avevo iniziato a leggerlo in ebook, ma siccome mi sta piacendo particolarmente ho deciso di acquistarlo in cartaceo, questa sarà una lettura lenta e misurata perché sto partecipando al Salotto di Lettura della carissima Pennylane, siamo arrivati a metà romanzo e sebbene conoscessi già la storia perché ho visto più volte il film, il romanzo risulta comunque gradevole, meravigliose le descrizioni dei paesaggi e interessante il racconto storico della guerra di Secessione, il punto di vista adottato ovviamente è quello degli stati Confederati (che da quella uscirono sconfitti), l'unica cosa che non riesco a mandar giù è la scarsa considerazione che si ha delle persone di colore, sappiamo benissimo come negli stati del sud la schiavitù fosse legale e come quelli del nord si siano battuti per la sua eliminazione ma la sensazione che si ha leggendo il romanzo è che essenzialmente nessuno dei due schieramenti abbia davvero a cuore l'emancipazione dei "negri" che viene ridotta ad una mera questione di principio, cavillo su cui litigano i bianchi ma di cui nessuno in sostanza si vuole occupare, più di una volta leggendo le pagine del romanzo mi sono ritrovata ad arrabbiarmi e a volerlo scaraventare giù dalla finestra, ma immagino che siano anche alcune delle reazioni che l'autrice di prefiggeva di ottenere dai suoi lettori, almeno spero.
Alleggerendo un attimo i toni, si combatte aspramente una battaglia tra il Team Rhett e il Team Ashley ma a quanto pare, sebbene io non resti indifferente al fascino da canaglia di Mr. Butler, sono l'unica che si è fatta carico di difendere il povero Ashley, carattere meno energico rispetto a Rhett, ma molto riflessivo e introspettivo... non poteva non piacermi!

LO HOBBIT, UN VIAGGIO INASPETTATO di J.R.R. Tolkien, edizione Bompiani.
La botta di fortuna, per non dire altro, di questo book haul. Ho più volte parlato degli acquisti effettuati al Libraccio, sia di volumi nuovi che usati, e di come mi sia sempre trovata bene con il servizio da loro offerto, adesso non posso che confermare la mia opinione. Il libro in questione era nella mia wishlist da parecchio tempo, possedevo già una copia del romanzo di Tolkien, riletto più e più volte, ma questa è un'edizione speciale che aveva attirato la mia attenzione, si tratta infatti di un volume molto curato, rilegato, la cui copertina di tessuto è decorata con una graziosa illustrazione e motivi dorati e al cui interno sono presenti altrettante bellissime illustrazioni, unico problema il prezzo un po' proibitivo, 25€, soprattutto per un libro la cui storia sarebbe stata un doppione nella mia libreria, avevo abbandonato le speranze quando in mio soccorso è arrivata una provvidenziale mail del Libraccio che mi offriva uno sconto del 65% sul prezzo di copertina di un libro della sezione remainders se avessi risposto alle domande di un questionario che ho ovviamente compilato prontamente. Risultato? Ho ricevuto direttamente a casuccia questo magnifico volume per soli 8,75€, il sole brilla e gli uccellini fischiettano, la vita è una cosa meravigliosa!

STRANE CREATURE di Tracy Chevalier, edizione Neri Pozza.
Il 23 aprile per la giornata mondiale del libro si è tenuta nella mia città una manifestazione atta a promuovere la piccola editoria e in generale le librerie e la lettura, in una delle vie principali della città, chiusa al traffico, sono stati allestiti vari banchetti, alcuni proponevano nuove pubblicazioni, sopratutto di autori emergenti, altri invece vendevano libri usati o a prezzi scontati. In una di queste bancarelle ho trovato questo romanzo della Chevalier, l'autrice de La Ragazza Con L'Orecchino Di Perla, di cui avevo sentito parlare e che ero curiosa di leggere, il libro poveretto non è in ottime condizioni ma per tre euro valeva certamente la pena prenderlo.

TANCREDI, CONTE DI LECCE E RE DI SICILIA di AA.VV., edizione Congedo Editore.
Colpo di fortuna number 2! Ebbene si, dopo l'acquisto super scontatissimo de Lo Hobbit, ho anche scovato questo bellissimo volume di storia, rilegato, pieno di illustrazioni e foto e stampato su una bella carta spessa e lucida. Si tratta di una raccolta di interventi pronunciati ad una convention tenutasi presso l'Università di Lecce che vertono tutti sulla figura di Tancredi, conte di Lecce e re di Sicilia, si tratta dell'ultimo discendente della nobile casata degli Altavilla che hanno regnato in Sicilia durante l'epoca della dominazione Normanna. È un personaggio storico di cui so relativamente poco e mi è sembrato giusto scoprirne qualcosa in più, lo sconto del 50% ha certamente facilitato la faccenda.

AUGUSTO di Augusto Fraschetti, edizione Laterza.
Storia romana e Augusto, serve dire altro su questo piccolo saggio storico? No, credo proprio che basti così.

L'HO SPOSATO, LETTORE MIO di AA.VV., edizione Neri Pozza.
Ritorna Tracy Chevalier che ha curato una raccolta di racconti che vertono tutti sulla celebre frase del romanzo Jane Eyre di Charlotte Bronte: "L'ho sposato, lettore mio". La raccolta si propone come omaggio e riflessione sulla famosa scrittrice inglese di cui quest'anno si celebrano i 200 anni dalla nascita.

HOW TO BE A VICTORIAN di Ruth Goodman, edizione Liveright.
Libro che si prospetta divertente e leggero ma anche molto interessante visto che fornisce una serie di consigli per essere un/una perfetto/a gentiluomo/donna dell'epoca vittoriana, quanto ci scommettiamo che a fine lettura agognerò, più del solito, un ampio vestito dalle gonne fruscianti?




E si conclude qui il book haul di ben tre mesi! E voi cosa avete acquistato? Avete anche voi fatto dei affaroni come me? Let me know!

sabato 30 aprile 2016

Let's talk about books: I NORMANNI NEL SUD ~ IL REGNO NEL SOLE

Per la serie "a blast from the past", ripropongo una mia vecchia recensione di due saggi storici che mi sono particolarmente cari, sia per il tema trattato che per la persona che ha posseduto i due volumi prima di me. Queste mie brevi considerazioni erano state postate nella versione precedente di questo blog e l'articolo risale al 21 luglio del 2013.
~ ~ ~
TITOLO: I Normanni nel Sud / Il Regno nel Sole.
TITOLO ORIGINALE: The Normans in the South / The Kingdom in the Sun.
AUTORE: John Julius Norwich.
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1971/1972 (prima edizione 1967/1970).
CASA ED.: Mursia Editore.

Copertina della prima edizione
del libro
La passione per i fatti storici mi accompagna da sempre e ogni tanto (spesso) mi capita di provare curiosità verso un personaggio o un determinato periodo storico e allora devo procurarmi maggiori informazioni, è quasi un bisogno fisico pari a quello di mangiare o bere. A volte può bastare spulciare in modo approfondito Wikipedia ma altre volte il supporto di un buon libro è davvero necessario. Questi due libri di cui mi accingo a parlare li ho scovati per caso, appartenevano a mia nonna e si può dire che mi siano capitati tra le mani proprio al momento giusto, da sempre affascinata dalla dinastia normanna e reduce dalla visione della prima stagione di Vikings mi sono dedicata a qualche ricerca veloce sui protagonisti per capire quando c'era di inventato e quanto invece poteva risalire a fatti effettivamente avvenuti. 
Il Regno nel Sole
prima edizione.
Ho scoperto che il mio personaggio preferito della serie, Rollo, non è altri che il capostipite dei Duchi di Normandia, coloro che nel 1066 conquisteranno l'Inghilterra grazie al coraggio di Guglielmo il Conquistatore e che sempre animati da un forte spirito di avventura si spingeranno fino al Sud Italia dove creeranno il Regno di Sicilia. I due libri sono opera di John Julius Norwich, prima ambasciatore britannico presso Belgrado e Beirut e poi scrittore a tempo pieno. Quasi un novello Goethe che dopo un viaggio in Sicilia e nel sud della penisola italiana, affascinato dai resti di questa antica civiltà che accomuna Italia e Inghilterra, decise appunto di scrivere sulla nascita del mito normanno.

venerdì 26 febbraio 2016

Let's talk about books: LA VERA STORIA DEL PIRATA LONG JOHN SILVER

TITOLO: La vera storia del pirata Long John Silver.
TITOLO ORIGINALE: Long John Silver: Den äventyrliga och sannfärdiga berättelsen om mitt fria liv och leverne som lyckoriddare och mänsklighetens fiende.
AUTORE: Björn Larsson
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2011 (prima edizione 1995)
CASA ED.: Iperborea
"Perché voglio dirti una cosa, una volta che sei stato libero e padrone di te stesso in mare, e liberi lo si è davvero, sarebbe peggio della morte tornare a ubbidire come uno schiavo."
Chi non ha mai letto o ascoltato il ritornello che fa "quindici uomini sulla cassa da morto e una bottiglia di rum"? Chi per carnevale da bambino (ma non solo) non ha desiderato vestirsi da pirata con tanto di cappello indossato di sbieco e benda sull'occhio?
I pirati fanno ormai parte del nostro immaginario collettivo, ce li immaginiamo malvagi, senza paura, armati fino ai denti, sempre pronti a prendere d'assalto navi cariche d'oro e scialacquare i loro averi così duramente guadagnati in fiumi di rum. Questa descrizione di certo ha i suoi riscontri nella realtà, provate a chiederlo alla marina inglese e spagnola di inizio '700! Eppure i pirati sono delle figure affascinanti, simbolo di resistenza e della voglia di libertà. Ultimamente stiamo anche assistendo ad un revival del genere, oltre agli spiritosi film della saga de I Pirati dei Caraibi, l'emittente Starz con la serie Black Sails (la terza stagione è ora in onda in Italia su AXN, canale della piattaforma Sky) ha ben pensato di mescolare realtà e finzione, storia e letteratura e riportare in auge le avventure piratesche, rifacendosi e rimodellando il libro sui pirati per antonomasia: L'Isola del Tesoro di Robert Louis Stevenson. L'avventura del giovane Jim Hawkins è nota a tutti, così come già noti suonano al nostro orecchio i nomi del capitano Flint, di Billy Bones e soprattutto dell'antagonista principale della storia, Long John Silver, il pirata astuto e machiavellico con una gamba sola e un pappagallo sulla spalla. Divenuto una figura iconica, se si riflette meglio sul racconto di Stevenson è però possibile notare come il suo personaggio, come del resto l'intero equipaggio della nave Walrus, venga presentato dall'autore scozzese in medias res, quel poco che sappiamo sul tesoro, la nave, Flint e tutti gli altri marinai lo scopriamo a spizzichi e bocconi attraverso le battute degli altri personaggi o da quanto racconta lo stesso Silver, in generale comunque ne sappiamo molto poco.

giovedì 25 febbraio 2016

Let's talk about books: TAG GAME ~ 25 BOOKISH THINGS

A me i tag games piacciono tantissimo, soprattutto quando ho la possibilità di parlare di libri, e quando la graziosissima PennyLane on the Tube mi ha taggata in questo giochino non potevo non partecipare, ecco qui le mie venticinque cose "librose".

  1. Da quando ho imparato a leggere non ho mai smesso di farlo. Nel rarissimo caso in cui non abbia un libro a portata di mano vanno bene anche i libretti d'istruzioni e le etichette dei bagnoschiuma.
  2. Nonostante io sia sempre stata una grande lettrice sono piuttosto ignorante sulla letteratura per ragazzi, non ho mai particolarmente amato le fiabe e ho cominciato a leggere libri "per adulti" molto presto. (Dopotutto le letture preferite quando ero a casa di mia nonna erano i Canti di Leopardi o la Divina Commedia).
  3. Non posso fare a meno di stupirmi quando qualcuno mi dice che non legge o odia farlo. Mi sono sempre chiesta cosa ne facciano della loro vita queste persone.
  4. Mi piacciono tantissimo i libri usati e le loro pagine ingiallite dal tempo. Inoltre permettono di risparmiare qualche soldino che non è mai una brutta cosa. Di conseguenza mi piacciono i mercatini e i negozi dell'usato. Rovistare tra pile e pile di libri e trovare il volume tanto agognato è una delle soddisfazioni più grandi che la vita possa offrire.
  5. Non compro libri di una casa editrice solo perché questa è "chic", a me interessa il libro, quello che dice, il pensiero dell'autore, la "ciccia" insomma.
  6. Se mi metto in testa che devo leggere un libro devo assolutamente leggerlo e non importa se la libreria è piena di libri ancora da leggere o se ne ho già un paio in lettura.
  7. I libri che sto leggendo vanno categoricamente posati sul comodino, stessa cosa per il Kindle che conservo nel cassetto del comodino.
  8. Leggo soprattutto la sera (diciamo anche di notte) e dopo pranzo.
  9. Per molti anni ho sopportato di buon grado l'estate solo perché potevo dedicarmi a intense maratone letterarie. Posso dire che se non ci si fosse messa in mezzo l'università a quest'ora avrei letto la Ricerca del Tempo Perduto almeno tre volte.
  10. Non riesco mai a seguire una TBR perché immancabilmente mi fisso su un argomento/personaggio/fatto e devo assolutamente leggerne in proposito.
  11. Adoro i romanzi storici. Si, anche e soprattutto per le loro digressioni storiche e perché mi permettono di viaggiare nel tempo e nello spazio, quanti possono dire di trovarsi perfettamente a loro agio nella corte di Luigi XIV? Beh chi ha letto Dumas sicuramente potrà affermarlo.
  12. Posso parlare di un libro che mi piace per giorni, mesi, anni. Se un libro mi ha colpita devo consigliarlo a chiunque, ovviamente ne consegue che io possa essere molto delusa se il libro non piace quanto è piaciuto a me.
  13. Scelgo i libri per la loro trama ma anche per la copertina, per l'ambientazione, perché ne ho letto una citazione da qualche parte, mi lascio guidare dalle mie sensazioni. I casi letterari, soprattutto da un po' di tempo a questa parte, mi insospettiscono e mi convincono poco.
  14. Penso che sia necessario leggere i classici, sono i mattoncini con cui costruire le fondamenta per essere non solo buoni lettori ma anche lettori critici ed informati.
  15. I personaggi dei libri per me sono tutti reali: vivo, rido, piango e lotto insieme a loro, mi affeziono e per me sono come dei vecchi amici.
  16. Ultimamente ho preso l'abitudine di segnare frasi e passaggi che mi piacciono con delle linguette adesive colorate. Non sono mai riuscita a sottolineare i libri e credo che mai ci riuscirò.
  17. Penso sempre di sistemare la mia libreria secondo un criterio logico ma alla fine mi ritrovo sempre con il solito (e ormai rassicurante) guazzabuglio medievale.
  18. Mi piace quando mi vengono regalati dei libri, soprattutto quando mi viene spiegato perché si è scelto quel particolare libro o se mi viene donato un libro che desideravo da tempo, vuol dire che chi mi vuole bene mi ascolta...o che io rompo un po' troppo le scatole...
  19. Sono gelosa dei miei libri, in ogni senso possibile, mi arrabbio se qualcuno parla male di un libro che amo e preferisco non prestarli tranne che a pochi fedelissimi che sanno che dovranno trattarli come si tratterebbe un neonato indifeso.
  20. Quando vado in libreria tocco le copertine dei libri che ho già letto e mi ritrovo a sorridere, è il mio modo di salutare autori e personaggi a me cari.
  21. Finito un libro ne inizio subito un altro, non ci sono tempi morti, è un buon modo per evitare il blocco del lettore e superare quel senso di vuoto che ti assale quando hai finito un libro.
  22. Leggo più libri contemporaneamente, spesso di due generi diversi così da poter scegliere secondo l'umore.
  23. Ho tante, troppe, "cotte letterarie", ragion per cui morirò zitella.
  24. Ho difficoltà a scrivere e spiegare ordinatamente perché quel libro meriti di essere letto, è anche per questo motivo che ho aperto il blog, qui cerco di superare questo blocco e cerco di mettere nero su bianco le mie idee.
  25. Odio comprare libri, magari anche spendendo parecchio, per poi trovare insopportabili refusi, traduzioni pessime o pagine che si staccano al minimo tocco.

Non credevo di riuscire a mettere insieme una lista di venticinque punti e invece alla fine ho dovuto pure eliminarne qualcuno perché avevo sforato il limite! 
È il mio turno di taggare qualcuno e scelgo la mia carissima Alessia (First Impressions), la mia amica Alessandra (A Handful of Frames) e Pamela (Last Century Girl). Ovviamente chiunque passasse qui per caso può partecipare e stilare la sua lista, come al solito fatemi sapere cosa ne pensate della mia, se siete d'accordo oppure no.

lunedì 1 febbraio 2016

Book Haul ~ Gennaio 2016

Gennaio è stato il mese del mio compleanno quindi è stato anche il mese in cui mi sono fatta un sostanzioso auto-regalo, ho ordinato tre libri (di cui due usati) sul sito del Libraccio mentre altri due li ho acquistati alla Feltrinelli utilizzando lo sconto accumulato sulla mia carta e il buono che dava diritto al 15% di sconto, in breve: siano ringraziate le promozioni!

LA GUERRA DELLE DONNE di Alexandre Dumas, edizione Donzelli.
Avevo già fatto l'ordine sul Libraccio e avevo deciso di prendere solo libri usati però poi nei miei soliti e pericolosi giri su internet ho scoperto che oltre alle belle edizioni de I Tre Moschettieri, Vent'anni Dopo e Il Conte di Montecristo, la Donzelli aveva pubblicato altri romanzi di Dumas, è stato quindi impossibile trattenersi dallo sfoltire un po' l'ordine precedente per aggiungerci La Guerra delle Donne, alla sua prima pubblicazione in Italia, che mi ha affascinata perché descritto come una versione tutta al femminile de I Tre Moschettieri. È ambientato ovviamente in Francia e durante il periodo della Fronda in cui il Cardinale Mazzarino e la Regina Anna hanno dovuto vedersela con i nobili riottosi e il futuro Luigi XIV era solo un frugoletto. Non ho fatto ampie ricerche perché adoro Dumas e vorrei leggere tutti i suoi romanzi, inoltre ero sicura di star acquistando un'edizione curata perché della Donzelli ho già acquistato Scrivere la Vita, la raccolta di lettere di Vincent Van Gogh autorizzata dal Van Gogh Museum, ovvero il volume nella mia libreria di cui vado più orgogliosa.

ALTAI di Wu Ming, edizione Einaudi.
Libro usato comprato perché mi piaceva il titolo e la copertina, in realtà non ho nessuna scusa intellettuale da accampare, la verità è che persino negli acquisti seri mi lascio guidare dalla "inner fangirl" che è in me, infatti "altai" in lingua mongola vuol dire "dorato" ed è il nome mongolo del mio personaggio preferito di Marco Polo, ovvero il principe Jingim, il cui nome cinese significa sempre "dorato". Inoltre nella serie in diverse scene compare un falco come quello disegnato in copertina, abbiamo fatto l'en plein! E con questo dico addio a quel briciolo di dignità che mi era rimasto...

IL MEDICO DI CORTE di Per Olov Enquist, edizione Feltrinelli.
Anche questo è un libro usato e l'ho cercato in lungo e in largo perché dopo aver visto A Royal Affair dovevo anche leggere il libro che racconta la tragica storia di Johann Friedrich Struensee, medico di corte di Cristiano VII di Svezia. Uomo illuminato e promotore di moltissime riforme, ebbe la sfortuna di innamorarsi della Regina Caroline Mathilde e di attirarsi l'astio dei nobili svedesi che non volevano leggi più giuste perché temevano di perdere il proprio potere e le proprie ricchezze e poi a loro un re debole e ritenuto pazzo faceva parecchio comodo.
Il libro dovrebbe muoversi a metà tra il racconto storico e il romanzo, mi è stato caldamente consigliato da diverse persone e non vedo l'ora di leggerlo.

AUGUSTO FIGLIO DI DIO di Luciano Canfora, edizione Laterza.
Diversi mesi fa ho avuto l'opportunità di assistere ad una conferenza tenuta da Luciano Canfora in persona, è stata una bella esperienza, illuminante e davvero interessante e proprio in quella occasione ho scoperto che aveva da poco pubblicato un saggio sul mio personaggio storico preferito, ovvero Cesare Ottaviano Augusto, il primo imperatore romano, il libro è subito stato inserito nella mia lista desideri e l'ho inseguito per parecchio tempo, finalmente ho potuto acquistarlo e non vedo l'ora di scoprire di più sul carismatico Augusto, l'uomo che ha posto le basi per la creazione dello sconfinato impero romano sapendo sfruttare al meglio ogni occasione, soprattutto la parentela con Giulio Cesare, infatti Augusto volle che il suo padre adottivo venisse divinizzato così da poter consolidare la propria posizione di leader indiscusso divenendo nientemeno che il figlio di un dio.

IL TULIPANO NERO di Alexandre Dumas, edizione Newton&Compton.
Un altro Dumas che cercavo da tempo e che ho comprato perché dovevo raggiungere la cifra di 25€ per poter utilizzare il 15% di sconto, per arrivare alla spesa minima mi serviva un euro e io ne ho spesi 6... alla Feltrinelli sanno come farti spendere i soldi, dobbiamo ammetterlo.
La grande notizia è che non è ambientato in Francia bensì in Olanda e veri e propri protagonisti del romanzo sono i preziosi bulbi di tulipano nero che causeranno non pochi problemi al protagonista Cornelius Van Bearle.

E così si conclude il book haul di gennaio, e voi cosa avete acquistato? Let me know!